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		<id>https://jardin.cscsp.ch/index.php?title=Ciclopi&amp;diff=535</id>
		<title>Ciclopi</title>
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		<updated>2025-06-10T12:59:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;151.68.94.172: /* Collegamenti esterni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{nota disambigua||Ciclope (disambigua)|Ciclope}}&lt;br /&gt;
[[File:Head of Polyphemos (Boston MFA 63.120).jpg|thumb|Testa del ciclope [[Polifemo]] dall&#039;isola di [[Taso]]; antica [[scultura greca]] oggi al [[Museum of Fine Arts (Boston)|Museo di belle arti di Boston]]]]&lt;br /&gt;
I &#039;&#039;&#039;Ciclopi&#039;&#039;&#039; ({{greco antico|Κύκλωπες|Kýklōpes}}) sono delle figure della [[mitologia greca]]. Sono in genere uomini giganteschi con un [[occhio]] solo al centro della fronte, a volte dipinto come unico organo visivo della creatura, altre volte invece accompagnato da una coppia di occhi. Compaiono in vari racconti della mitologia greca e la loro descrizione varia a seconda dell&#039;autore: nella [[Teogonia (Esiodo)|Teogonia di Esiodo]] vengono rappresentati come artigiani e fabbri eccezionali, figli di [[Urano (divinità)|Urano]] e [[Gea]], mentre nell&#039;[[Odissea]] di [[Omero]] diventano delle creature rozze, violente e selvagge dedite alla pastorizia e, occasionalmente, all&#039;[[antropofagia]]; di quest&#039;ultimo gruppo fa parte uno dei ciclopi più noti, ossia [[Polifemo]], figlio di Poseidone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nome deriva dal greco &amp;quot;κύκλος&amp;quot; (cerchio) e &amp;quot;ὤψ&amp;quot; (occhio).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Descrizione ==&lt;br /&gt;
[[File:Libr0328.jpg|thumb|left|Ciclope, illustrazione del 1680]]&lt;br /&gt;
[[File:Cyclops P6110086.JPG|thumb|right|Statua di un ciclope al [[Museo di storia naturale (Londra)|Museo di storia naturale di Londra]].]]&lt;br /&gt;
[[File:Odilon Redon - The Cyclops, c. 1914.jpg|thumb|[[Odilon Redon]], &#039;&#039;[[Il ciclope (Redon)|Il ciclope]]&#039;&#039;, museo Kröller-Müller]]&lt;br /&gt;
Esistono due diverse tipologie di Ciclopi nella mitologia greca. In [[Esiodo]] (cfr. &#039;&#039;Teogonia&#039;&#039;) i tre Ciclopi [[Bronte (mitologia)|Bronte]], [[Sterope (ciclope)|Sterope]] e [[Arge]] sono, come i [[Titani]] e gli [[Ecatonchiri]] (o Centimani), figli di [[Urano (divinità)|Urano]] e di [[Gea]]&amp;lt;ref&amp;gt;{{Cita web|url=https://www.theoi.com/Text/HesiodTheogony.html|titolo=HESIOD, THEOGONY - Theoi Classical Texts Library|sito=www.theoi.com|accesso=2023-09-23}}&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questi Ciclopi sono esseri civilizzati e alleati degli dei olimpici. Vengono descritti come abilissimi artigiani, alti conoscitori dell&#039;arte della lavorazione del ferro e la loro attività era fabbricare i [[fulmine|fulmini]] di [[Zeus]]. Inoltre, sono dotati di conoscenza e intelletto straordinari. In [[Callimaco]] (cfr. &#039;&#039;Inno ad Artemide&#039;&#039;) i Ciclopi sono gli aiutanti di [[Efesto]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In [[Omero]] invece, che ne parla nell&#039;&#039;&#039;[[Odissea]]&#039;&#039; (libro IX), i Ciclopi sono ridotti al rango di esseri mostruosi, dei giganteschi energumeni che vivono isolati l&#039;uno dall&#039;altro in caverne naturali e praticano la pastorizia per vivere, non disdegnando però di [[Cannibalismo|cibarsi di esseri umani]]. Oltretutto, a rimarcare la loro inferiorità rispetto ai Ciclopi originali, in Omero non sono più figli di Urano e Gea (quindi in qualche senso zii degli dèi e a loro antecedenti), ma soltanto del dio dei mari [[Poseidone]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{Citazione|Questi si affidano&amp;lt;br /&amp;gt;ai numi immortali: non piantano alberi,&amp;lt;br /&amp;gt;non arano campi; ma tutto dal suolo&amp;lt;br /&amp;gt;per loro vien su inseminato e inarato,&amp;lt;br /&amp;gt;orzo e frumento e viti che portano vino&amp;lt;br /&amp;gt;nei grappoli grossi, che a loro matura&amp;lt;br /&amp;gt;la pioggia celeste di Zeus|Odissea, IX, 107-111}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Omero dà solo il nome di uno di loro, [[Polifemo]], che fece prigionieri Ulisse e i suoi compagni. Il suo accecamento da parte dell&#039;eroe sarà causa della collera di Poseidone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esiste in realtà una terza tipologia di Ciclopi, chiamati [[Gasterochiri]]. Questi sarebbero originari della [[Licia]], seguirono [[Preto]] nell&#039;Argolide quando questi tornò in Grecia. Erano muratori ed edificarono per lui le mura della città di [[Tirinto]] e per conto di suo nipote [[Perseo]] le mura di [[Micene]] e [[Midea]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Realtà storica ==&lt;br /&gt;
{{C|Nel complesso è una ricerca originale, ricavata da testi non attendibili.|mitologia greca|febbraio 2013}}&lt;br /&gt;
{{NN|mitologia greca|febbraio 2013}}&lt;br /&gt;
[[File:0472 - Siracusa - Museo archeologico - Elephas Falconeri Foto Giovanni Dall&#039;Orto - 22-May-2008.jpg|thumb|Un elefante nano]]&lt;br /&gt;
Una qualche verità storica riguardo all&#039;esistenza di una popolazione o tribù dal nome di &#039;&#039;&amp;quot;Ciclopi&amp;quot;&#039;&#039; ci viene data da [[Tucidide]] nel libro VI delle sue &#039;&#039;[[Guerra del Peloponneso (Tucidide)|Storie]]&#039;&#039; allorquando si accinge a parlare delle popolazioni barbare esistenti in Sicilia prima della colonizzazione [[Antica Grecia|greca]]. Così scrive:&lt;br /&gt;
{{Citazione|Si dice che i più antichi ad abitare una parte del paese fossero i [[Lestrigoni]] e i Ciclopi, dei quali io non saprei dire né la stirpe né donde vennero né dove si ritirarono: basti quello che è stato detto dai poeti e quello che ciascuno in un modo o nell&#039;altro conosce al riguardo.}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mito che descrive i Ciclopi con un unico occhio centrale, secondo alcune ipotesi, potrebbe essere nato a causa di alcuni ritrovamenti fossili di [[elefante nano|elefanti nani]], vissuti in [[Sicilia (isola)|Sicilia]] al tempo del [[Paleolitico]]. La particolarità dei loro crani è di avere un grande buco al centro, che non è altro che il foro nasale dell&#039;elefante.&amp;lt;ref&amp;gt;{{Cita web|url=http://newton.corriere.it/Pregresso/2002/01/2002010100014.shtml|titolo=NEWTON - La metamorfosi di Polifemo: da gigante a elefante nano|sito=newton.corriere.it|accesso=25 febbraio 2018}}&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;{{Cita libro|nome=Gaetano De|cognome=Gregorio|titolo=Elymioti: Elimi nella Sicilia Arcaica|url=https://books.google.it/books?id=MxMZXVNtxk8C&amp;amp;pg=PA101&amp;amp;lpg=PA101&amp;amp;dq=ciclopi+elefanti+nani&amp;amp;source=bl&amp;amp;ots=s5ajpc6II-&amp;amp;sig=w9LmST6yYCzGQSE21YDzJO-As7o&amp;amp;hl=it&amp;amp;sa=X&amp;amp;ved=2ahUKEwiz2PKnssHZAhUS3qQKHZXgAg44ChDoATAIegQIBRAB#v=onepage&amp;amp;q=ciclopi%20elefanti%20nani&amp;amp;f=false|accesso=25 febbraio 2018|data=28 febbraio 2011|editore=Gaetano De Gregorio|ISBN=9781446606391}}&amp;lt;/ref&amp;gt; Tali resti fossili potrebbero quindi essere stati scambiati per uomini giganteschi con un occhio solo e infatti anche il filosofo [[Empedocle]] afferma che in molte caverne siciliane furono ritrovati fossili di una stirpe di uomini giganteschi oggi scomparsa&amp;lt;ref&amp;gt;{{cita web|url=http://liceoclassicojesi.gov.it/fossamanciniall/mitoefossili/footnode_mn.html|titolo=Le ossa dei giganti, le impronte degli eroi.|accesso=28 gennaio 2020|dataarchivio=28 gennaio 2020|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20200128182424/http://liceoclassicojesi.gov.it/fossamanciniall/mitoefossili/footnode_mn.html|urlmorto=sì}}&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;{{cita web|url=https://www.uninfonews.it/ciclopi-ed-elefanti-nani/|titolo=Ciclopi ed elefanti nani - Uni Info News|accesso=28 gennaio 2020}}&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;ipotesi più attendibile rimane oggi quella secondo cui i Ciclopi, antichi fabbri, fossero in realtà degli artigiani emigrati da oriente fino alle [[isole Eolie]] dove si sono trovate tracce della lavorazione dei metalli durante la &#039;&#039;facies&#039;&#039; Diana ([[IV millennio a.C.]])&amp;lt;ref&amp;gt;S. Tusa, &#039;&#039;La Sicilia nella preistoria&#039;&#039;, Palermo 1999, pp. 194 - 233 &#039;&#039;passim&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;. I riscontri archeologici potrebbero così confermare il mito che li voleva residenti proprio su tali Isole&amp;lt;ref&amp;gt;Secondo [[Biblioteca (Pseudo-Apollodoro)|Apollodoro]], [[Esiodo]] e [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]; [[Callimaco]] ricorda che qui i tre fratelli ospitarono [[Artemide]] fanciulla&amp;lt;/ref&amp;gt;. La presenza di un occhio solo potrebbe essere una tradizione legata all&#039;usanza di coprire con una benda l&#039;occhio sinistro per proteggerlo dalle scintille o da un ipotetico tatuaggio sulla fronte rappresentante il Sole, elemento al quale questi antichi artigiani potevano probabilmente essere devoti&amp;lt;ref&amp;gt;Tale usanza era ancora viva in Tracia in epoca storica; cfr. R. Graves, &#039;&#039;I Miti Greci&#039;&#039;, traduzione di E. Morpurgo, Milano 1983, p. 34, &#039;&#039;6.3&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* [[Isabella Vincentini]], &#039;&#039;Atene. Tra i muscoli dei Ciclopi&#039;&#039;, Unicopli Edizioni, [[Milano]], [[2002]].&lt;br /&gt;
* [[Robert Graves]], &#039;&#039;I Miti Greci&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* J.N. Bremmer (1987). &#039;&#039;Odysseus versus the Cyclops, in Myth and Symbol&#039;&#039;. The Norwegian Institute.&lt;br /&gt;
* J.H. Rose, &#039;&#039;s.v. Cyclopes&#039;&#039;, in &#039;&#039;The Oxford Classical Dictionary&#039;&#039;, N.G.L. Hammond, and H. Hayes Scullard (editors), second edition, Oxford University Press, 1992. ISBN 0-19-869117-3.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
* [[Popoli mostruosi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altri progetti ==&lt;br /&gt;
{{interprogetto|preposizione=sui}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Collegamenti esterni ==&lt;br /&gt;
* {{Collegamenti esterni}}&lt;br /&gt;
{{Personaggi dell&#039;Odissea}}&lt;br /&gt;
{{Mitologia greca}}&lt;br /&gt;
{{Controllo di autorità}}&lt;br /&gt;
{{Portale|mitologia greca}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Ciclopi| ]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Creature della mitologia greca]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>151.68.94.172</name></author>
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