<?xml version="1.0"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
	<id>https://jardin.cscsp.ch/index.php?action=history&amp;feed=atom&amp;title=Chimica_inorganica</id>
	<title>Chimica inorganica - Revision history</title>
	<link rel="self" type="application/atom+xml" href="https://jardin.cscsp.ch/index.php?action=history&amp;feed=atom&amp;title=Chimica_inorganica"/>
	<link rel="alternate" type="text/html" href="https://jardin.cscsp.ch/index.php?title=Chimica_inorganica&amp;action=history"/>
	<updated>2026-04-12T00:27:37Z</updated>
	<subtitle>Revision history for this page on the wiki</subtitle>
	<generator>MediaWiki 1.44.0</generator>
	<entry>
		<id>https://jardin.cscsp.ch/index.php?title=Chimica_inorganica&amp;diff=457&amp;oldid=prev</id>
		<title>imported&gt;Simone Biancolilla: /* Altri progetti */ Aggiunto il parametro &quot;Wikizionario (italiano)&quot; nel template &quot;Interprogetto&quot;</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://jardin.cscsp.ch/index.php?title=Chimica_inorganica&amp;diff=457&amp;oldid=prev"/>
		<updated>2024-03-15T19:33:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;autocomment&quot;&gt;Altri progetti: &lt;/span&gt; Aggiunto il parametro &amp;quot;Wikizionario (italiano)&amp;quot; nel template &amp;quot;Interprogetto&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;New page&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;La &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;chimica inorganica&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; è quella branca della [[chimica]] che studia gli elementi, la sintesi e la caratterizzazione dei [[composto inorganico|composti inorganici]].&lt;br /&gt;
[[File:Inorganic-montage.png|thumb|&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;I composti inorganici possono essere di tipi molto diversi&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;A:&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; il [[diborano]] possiede legami molto inusuali&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;B:&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; il [[cloruro di cesio]] è un prototipo di [[Sistema cristallino|struttura cristallina]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;C:&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; il [[tetracarbonilbis(ciclopentadienil)diferro|Fp&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;]] è un complesso [[Chimica metallorganica|organometallico]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;D:&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; il [[silicone]] ha numerose applicazioni, da [[Colla|adesivi]] a [[protesi mammarie]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;E:&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; il [[catalizzatore di Grubbs]] ha fatto vincere nel 2005 il [[Premio Nobel per la chimica]] al [[Robert H. Grubbs|suo scopritore]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;F:&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; le [[zeoliti]] sono molto usate come [[setacci molecolari]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;G:&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; l&amp;#039;[[acetato di rame(II)]] sorprese i [[Chimica teorica|chimici teorici]] per il suo [[diamagnetismo]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Definizione==&lt;br /&gt;
Secondo la definizione storica, la chimica inorganica si occupa delle sostanze non prodotte dalla materia vivente, oggetto di studio della [[chimica organica]], quali sono i composti derivati dal [[minerale|regno minerale]] che non possiede forza vitale, in accordo con la teoria [[vitalismo|vitalista]]. Caratteristica delle sostanze inorganiche era considerata anche la loro possibilità di sintesi in laboratorio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sintesi dell&amp;#039;[[urea]] effettuata da [[Friedrich Wöhler]] nel [[1828]], utilizzando il composto inorganico [[cianato d&amp;#039;ammonio]], i confini tra le due branche della chimica si sono ristretti essendo dimostrato che anche i [[composto organico|composti organici]] sono in realtà sintetizzabili in laboratorio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente è stato constatato che gli [[organismo vivente|organismi viventi]] sono anch&amp;#039;essi in grado di sintetizzare composti inorganici e con l&amp;#039;ulteriore affinarsi di conoscenze e tecniche sono addirittura fioriti campi di studio &amp;quot;ibridi&amp;quot; come quelli della [[chimica metallorganica]] e della [[chimica supramolecolare]]. Tuttavia permane una certa differenza fondata sulla diversa e caratteristica reattività della quale godono i composti organici e che si evidenzia in [[meccanismo di reazione|meccanismi di reazione]] del tutto peculiari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Concetti chiave ==&lt;br /&gt;
[[File:Potassium-oxide-3D-vdW.png|thumb|left|Struttura cristallina dell&amp;#039;[[ossido di potassio]], K&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O, un composto ionico]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti [[composti inorganici]] sono [[composti ionici]], sali costituiti da [[cationi]] e [[anioni]] tenuti assieme da [[legame ionico]]. Esempi di sali sono: il [[cloruro di magnesio]] MgCl&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;, costituito da cationi [[magnesio]] Mg&amp;lt;sup&amp;gt;2+&amp;lt;/sup&amp;gt; e anioni [[cloruro]] Cl&amp;lt;sup&amp;gt;–&amp;lt;/sup&amp;gt;, e l&amp;#039;[[ossido di sodio]] Na&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O, costituito da cationi [[sodio]] Na&amp;lt;sup&amp;gt;+&amp;lt;/sup&amp;gt; e anioni [[ossido]] O&amp;lt;sup&amp;gt;2–&amp;lt;/sup&amp;gt;. In tutti i sali la carica totale dei cationi è bilanciata da quella degli anioni, in modo che il composto solido è elettricamente neutro. La facilità di formazione di ioni monoatomici può essere valutata dal [[potenziale di ionizzazione]] (per i cationi) o dall&amp;#039;[[affinità elettronica]] (per gli anioni) dell&amp;#039;elemento corrispondente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Ossidi]], [[carbonati]], [[solfati]] e [[alogenuri]] costituiscono importanti famiglie di sali inorganici. Molti composti inorganici hanno [[punto di fusione]] elevato. Allo stato solido i sali inorganici in genere sono cattivi [[Resistività elettrica|conduttori]] di elettricità. Una caratteristica abbastanza comune è la [[solubilità]] in acqua e la facilità di [[cristallizzazione]] (ad es. [[NaCl]]), ma molti sono invece insolubili (ad es. [[SiO2|SiO&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La più semplice [[reazione chimica]] inorganica è il [[doppio scambio]], dove mettendo assieme due sali gli ioni si scambiano senza variazioni del [[numero di ossidazione]]. Nelle reazioni di [[ossidoriduzione]] un reagente, detto &amp;#039;&amp;#039;ossidante&amp;#039;&amp;#039;, acquista elettroni e diminuisce il proprio [[stato di ossidazione]], mentre l&amp;#039;altro, detto &amp;#039;&amp;#039;riducente&amp;#039;&amp;#039;, cede elettroni e aumenta il proprio stato di ossidazione. Scambi di [[elettroni]] possono avvenire anche indirettamente, ad esempio nelle [[Pila (elettrotecnica)|pile]], che sono dispositivi [[Elettrochimica|elettrochimici]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando uno dei reagenti contiene atomi di idrogeno si può avere una [[reazione acido-base]], dove vengono trasferiti protoni. In una definizione più generale, qualsiasi specie chimica capace di legarsi ad una coppia di elettroni è detta [[acido di Lewis]]; per contro, ogni specie che tende a cedere una coppia di elettroni è detta [[base di Lewis]]. Un trattamento più raffinato delle interazioni acido-base è la [[teoria HSAB]], che tiene conto della [[polarizzabilità]] e della dimensione degli ioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I composti inorganici si trovano in natura come [[minerali]]. Il suolo può contenere solfuro di ferro sotto forma di [[pirite]] o solfato di calcio sotto forma di [[Gesso (minerale)|gesso]]. I composti inorganici possono svolgere molte funzioni anche in campo biologico: come elettroliti ([[cloruro di sodio]]), come riserva di energia ([[Adenosina trifosfato|ATP]]), come materiali strutturali (i gruppi fosfato che formano lo scheletro del [[DNA]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo composto inorganico importante prodotto artificialmente è stato il [[nitrato d&amp;#039;ammonio]], un [[fertilizzante]] ottenuto con il [[processo Haber-Bosch]]. Alcuni composti inorganici si sintetizzano per utilizzarli come catalizzatori, come [[V2O5|V&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O&amp;lt;sub&amp;gt;5&amp;lt;/sub&amp;gt;]] e [[TiCl3|TiCl&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;]], altri servono come [[reagenti]] in [[chimica organica]], come [[LiAlH4|LiAlH&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Chimica inorganica industriale ==&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Chimica industriale}}&lt;br /&gt;
La chimica inorganica è un ambito scientifico con molte applicazioni industriali. La quantità di [[acido solforico]] prodotto è un parametro utile per valutare l&amp;#039;economia di una nazione. Nel 2005 i primi 20 composti chimici inorganici prodotti in Canada, Cina, Europa, Giappone e Stati Uniti sono stati (in ordine alfabetico):&amp;lt;ref&amp;gt;{{en}}{{cita pubblicazione |cognome= |nome= |data=10 luglio 2006 |titolo=Facts &amp;amp; figures of the chemical industry  |rivista= Chem. Eng. News }}&amp;lt;/ref&amp;gt; [[acido cloridrico]], [[acido fosforico]], [[acido nitrico]], [[acido solforico]], [[ammoniaca]], [[azoto]], [[carbonato di sodio]], [[clorato di sodio]], [[cloro]], [[diossido di titanio]], [[idrogeno]], [[idrossido di sodio]], [[ossigeno]], [[nero di carbone]], [[nitrato d&amp;#039;ammonio]], [[perossido di idrogeno]], [[silicato di sodio]], [[solfato d&amp;#039;ammonio]], [[solfato di alluminio]], [[solfato di sodio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&amp;#039;altra applicazione pratica della chimica inorganica industriale è la produzione di [[fertilizzanti]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Chimica inorganica descrittiva ==&lt;br /&gt;
La chimica inorganica descrittiva si occupa di classificare i composti in base alle loro proprietà. La classificazione è basata in parte sulla posizione occupata nella tavola periodica dall&amp;#039;elemento con il più alto [[numero atomico]] presente nel composto, e in parte raggruppando i composti che presentano somiglianze strutturali. Succede spesso che un certo composto possa essere classificato in più categorie. Ad esempio, un composto organometallico può essere anche un composto di coordinazione, e può avere proprietà interessanti allo stato solido. Una serie di usuali classificazioni è riportata nel seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Composti di coordinazione ===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Complesso (chimica)}}&lt;br /&gt;
[[File:CoEDTA-anion-3D-balls.png|thumb|L&amp;#039;[[EDTA]] [[Chelazione|chela]] uno ione Co&amp;lt;sup&amp;gt;3+&amp;lt;/sup&amp;gt; formando il complesso ottaedrico [Co(EDTA)]&amp;lt;sup&amp;gt;–&amp;lt;/sup&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei &amp;#039;&amp;#039;composti di coordinazione&amp;#039;&amp;#039; o &amp;#039;&amp;#039;complessi&amp;#039;&amp;#039; classici un metallo è legato tramite una coppia di elettroni ad un atomo di un [[ligando|legante]] come H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O, NH&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;, Cl&amp;lt;sup&amp;gt;–&amp;lt;/sup&amp;gt; e CN&amp;lt;sup&amp;gt;–&amp;lt;/sup&amp;gt;. Nella chimica di coordinazione moderna quasi tutti i composti organici e inorganici possono essere usati come leganti. Il &amp;quot;metallo&amp;quot; appartiene in genere ai gruppi 3–13, oppure ai [[lantanoidi]] o [[attinoidi]], ma da un certo punto di vista tutti i composti chimici possono essere descritti come complessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La [[stereochimica]] dei complessi può essere molto ricca, come già osservato da [[Alfred Werner|Werner]] nel 1914 con la separazione dei due [[enantiomeri]] di [[Exolo|[Co{(OH)&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;Co(NH&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;)&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;}&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;6+&amp;lt;/sup&amp;gt;]], che dimostrò per la prima volta che la [[Chiralità (chimica)|chiralità]] non era proprietà esclusiva dei composti organici. Un argomento di attualità all&amp;#039;interno di questa specializzazione è la chimica di coordinazione supramolecolare.&amp;lt;ref&amp;gt;{{en}}{{cita libro|cognome=J.-M. Lehn |nome= |titolo=Supramolecular chemistry: Concepts and perspectives |anno=1995 |editore=Wiley-VCH |città=Weinheim |isbn=978-3-527-29311-7 }}&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*Esempi: [Co([[EDTA]])]&amp;lt;sup&amp;gt;–&amp;lt;/sup&amp;gt;, [[Cloruro di esamminocobalto(III)|[Co(NH&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;3+&amp;lt;/sup&amp;gt;]], [[TiCl4|TiCl&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]]([[Tetraidrofurano|THF]])&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Composti dei gruppi principali ===&lt;br /&gt;
[[File:Tetrasulfur-tetranitride-3D-vdW.png|thumb|Il [[tetranitruro di tetrazolfo]], S&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;N&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;, un composto dei gruppi principali che continua a incuriosire i chimici]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Queste specie contengono elementi dei [[Gruppo della tavola periodica|gruppi]] 1, 2 e 13–18 della tavola periodica, escludendo l&amp;#039;[[idrogeno]]. Spesso si aggiungono anche gli elementi dei gruppi 3 ([[Scandio|Sc]], [[Ittrio|Y]] e [[Lantanio|La]]) e 12 ([[Zinco|Zn]], [[Cadmio|Cd]] e [[Mercurio (elemento chimico)|Hg]]) perché hanno una reattività simile.&amp;lt;ref&amp;gt;{{en}}{{cita libro|cognome= Greenwood |nome=N. N. |coautori= A. Earnshaw |titolo=Chemistry of the elements |ed=2 |anno=1997 |editore=Butterworth-Heinemann |città=Oxford |isbn=0-7506-3365-4 }}&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo gruppo si possono aggiungere specie note sin dagli albori della chimica, ad esempio lo [[zolfo]] elementare S&amp;lt;sub&amp;gt;8&amp;lt;/sub&amp;gt; e il [[fosforo bianco]] P&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;. [[Antoine Lavoisier|Lavoisier]] e [[Joseph Priestley|Priestley]] con i loro esperimenti sull&amp;#039;ossigeno, [[Ossigeno|O&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;]], non solo identificarono un importante gas [[Molecola biatomica|diatomico]], ma permisero di descrivere composti e reazioni in base a rapporti [[Stechiometria|stechiometrici]]. All&amp;#039;inizio del 900 [[Carl Bosch]] e [[Fritz Haber]] resero possibile la sintesi dell&amp;#039;[[ammoniaca]] usando catalizzatori a base di ferro, una scoperta che ebbe un enorme impatto sulla storia dell&amp;#039;umanità, dimostrando l&amp;#039;importanza della sintesi di composti inorganici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempi tipici di composti dei gruppi principali sono [[SiO2|SiO&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;]], [[SnCl4|SnCl&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]] e [[N2O|N&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O]]. Molti composti dei gruppi principali si possono anche considerare organometallici, dato che contengono gruppi organici, come ad esempio [[Tetrametilsilano|Si(CH&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;)&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]]. Composti dei gruppi principali sono reperibili anche in natura, ad esempio i [[fosfati]] nel [[DNA]] e nelle [[Osso|ossa]], e quindi si possono classificare come bioinorganici. Viceversa possono essere considerati &amp;quot;inorganici&amp;quot; i composti organici senza (molti) idrogeni, come ad esempio i [[Fullerene|fullereni]], i [[nanotubi di carbonio]], e gli ossidi di carbonio [[Composto binario|binari]].&lt;br /&gt;
*Esempi: [[tetranitruro di tetrazolfo]] S&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;N&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;, [[diborano]] B&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;H&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;, [[siliconi]], [[fullerene]] C&amp;lt;sub&amp;gt;60&amp;lt;/sub&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Composti dei metalli di transizione ===&lt;br /&gt;
[[File:Cisplatin-3D-vdW.png|thumb|Il [[cisplatino]] è un complesso dei [[metalli di transizione]] usato nella [[chemioterapia]] di alcuni tumori ]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I composti che contengono metalli dei [[Gruppo della tavola periodica|gruppi]] 4–11 sono considerati composti dei metalli di transizione. I composti con metalli dei gruppi 3 e 12 sono a volte inclusi in questa categoria, ma spesso sono considerati composti dei gruppi principali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I composti dei metalli di transizione hanno una chimica di coordinazione ricca, spaziando da composti tetraedrici come [[TiCl4|TiCl&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]] a composti planari quadrati come i complessi di platino, e a composti ottaedrici per i complessi del cobalto. Vari metalli di transizione si trovano in composti di importanza biologica, come il ferro nell&amp;#039;[[emoglobina]].&lt;br /&gt;
*Esempi: [[tetracloruro di titanio]], [[ferrocianuro di potassio]], [[cisplatino]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Composti organometallici ===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Chimica organometallica}}&lt;br /&gt;
[[File:N-butyllithium-tetramer-3D-balls.png|thumb|Struttura di [[n-butillitio]]; i composti organometallici del [[litio]] esistono spesso in forma polimerica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I composti organometallici sono quelli dove un metallo è legato covalentemente ad uno o più atomi di carbonio di un gruppo organico. Il metallo M di queste specie può appartenere ai gruppi principali o ai metalli di transizione. In pratica è comunemente usata una definizione più ampia di composto organometallico, includendo i [[Metallocarbonile|metallocarbonili]] e anche i metallo [[alcossidi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I composti organometallici sono di solito considerati una categoria particolare perché i leganti organici sono spesso sensibili all&amp;#039;idrolisi e all&amp;#039;ossidazione, e quindi la preparazione di composti organometallici richiede tecniche più sofisticate rispetto ai tradizionali complessi di Werner. Le nuove procedure di sintesi, e in particolare la capacità di manipolare i complessi in solventi poco coordinanti, hanno permesso di utilizzare leganti scarsamente coordinanti come gli idrocarburi, H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt; e N&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;. La chimica organometallica ha tratto molti vantaggi dal fatto che questi leganti sono in un certo qual modo prodotti dell&amp;#039;industria petrolifera.&lt;br /&gt;
*Esempi: [[ferrocene]] Fe(C&amp;lt;sub&amp;gt;5&amp;lt;/sub&amp;gt;H&amp;lt;sub&amp;gt;5&amp;lt;/sub&amp;gt;)&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;, [[molibdeno esacarbonile]] Mo(CO)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;, [[clorotris(trifenilfosfina)rodio(I)]] RhCl(PPh&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;)&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Composti cluster ===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Cluster (chimica)}}&lt;br /&gt;
[[File:Decaborane-3D-balls.png|thumb|left|Il [[decaborano]] è un [[Cluster (chimica)|cluster]] del [[boro]] estremamente tossico]]&lt;br /&gt;
[[File:Fe4S4-3D-vdW.png|thumb|I [[centri di ferro-zolfo]] sono i componenti centrali di proteine essenziali per il [[metabolismo]] umano]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Composti cluster si possono trovare in tutte le classi di composti chimici. A rigore, un cluster prevede più centri metallici legati tra loro con legami covalenti, ma si considerano cluster anche quelli formati da non metalli come il [[boro]]. Esistono cluster puramente inorganici, ma anche organometallici o bioinorganici. La distinzione tra cluster molto grandi e solidi estesi è sempre più sfumata. A questo livello di dimensioni si parla di nanoscienza e [[nanotecnologia]], e sono importanti gli studi di effetti quantici. I cluster di grandi dimensioni possono essere considerati come un insieme di atomi legati tra loro, con caratteristiche intermedie tra una molecola e un solido.&lt;br /&gt;
*Esempi: [[Triferro dodecacarbonile|Fe&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;(CO)&amp;lt;sub&amp;gt;12&amp;lt;/sub&amp;gt;]], [[Decaborano|B&amp;lt;sub&amp;gt;10&amp;lt;/sub&amp;gt;H&amp;lt;sub&amp;gt;14&amp;lt;/sub&amp;gt;]], [[Cloruro di molibdeno(II)|[Mo&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;Cl&amp;lt;sub&amp;gt;14&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;2−&amp;lt;/sup&amp;gt;]], [[Centri di ferro-zolfo|4Fe-4S]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Composti bioinorganici ===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Chimica bioinorganica}}&lt;br /&gt;
[[File:Vitamin-B12-Co-centre-3D-balls.png|thumb|Il centro di cobalto ottaedrico della [[Cobalamina|Vitamina B&amp;lt;sub&amp;gt;12&amp;lt;/sub&amp;gt;]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi composti sono presenti in natura per definizione, ma questa categoria comprende anche specie antropogeniche come inquinanti (ad es. [[metilmercurio]]) e farmaci (ad es. [[cisplatino]]).&amp;lt;ref&amp;gt;{{en}}{{cita libro|cognome=S. J. Lippard, J. M. Berg |nome= |titolo=Principles of bioinorganic chemistry |anno=1994 |editore=University Science Books |città=Mill Valley, CA |isbn=0-935702-73-3 }}&amp;lt;/ref&amp;gt; In questo campo si incontrano molti aspetti della biochimica e molti tipi di composti, ad esempio i fosfati nel [[DNA]], complessi metallici con leganti che spaziano da macromolecole biologiche come i [[peptidi]] a specie poco definite come gli [[acidi umici]], all&amp;#039;[[acqua]] coordinata in complessi di [[gadolinio]] (usati per [[imaging a risonanza magnetica]]). Un campo d&amp;#039;indagine tradizionale della chimica bioinorganica riguarda i processi di [[trasferimento di elettroni]] e di energia nelle proteine che servono nella respirazione. La chimica inorganica in campo medico studia anche quali siano gli [[Sali minerali|elementi essenziali]] costituenti delle biomolecole, con relativa applicazione a diagnosi e terapia.&lt;br /&gt;
*Esempi: [[emoglobina]], [[metilmercurio]], [[carbossipeptidasi]], [[ferritina]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Composti allo stato solido ===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Chimica dello stato solido e delle superfici}}&lt;br /&gt;
[[File:YBa2Cu3O7.png|thumb|YBa&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;Cu&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;O&amp;lt;sub&amp;gt;7&amp;lt;/sub&amp;gt;, abbreviato come [[YBCO]], è un [[superconduttore]] capace di [[Effetto Meissner-Ochsenfeld|levitare]] sopra un magnete a temperature inferiori alla sua temperatura critica, circa 90 K (−183&amp;amp;nbsp;°C)]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa area della chimica inorganica si focalizza su struttura,&amp;lt;ref&amp;gt;{{en}}{{cita libro|cognome= U. Müller |nome= |titolo=Inorganic structural chemistry |ed=2 |anno=2006 |editore=Wiley |città=Chichester |isbn=978-0-470-01865-1 }}&amp;lt;/ref&amp;gt; legami e proprietà fisiche dei materiali. In pratica la chimica inorganica dello stato solido usa tecniche come la [[cristallografia]] per comprendere le proprietà che si generano dall&amp;#039;insieme di interazioni tra i componenti presenti nel solido. Questa area si interessa anche di [[metalli]], [[Lega (metallurgia)|leghe]] e derivati intermetallici. Campi di studio correlati sono la [[fisica della materia condensata]], la [[mineralogia]] e la [[scienza dei materiali]].&lt;br /&gt;
*Esempi: [[zeoliti]], [[YBCO|YBa&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;Cu&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;O&amp;lt;sub&amp;gt;7&amp;lt;/sub&amp;gt;]], [[semiconduttori]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Chimica inorganica teorica ==&lt;br /&gt;
Un altro modo di avvicinarsi alla chimica inorganica è partire dal [[modello atomico di Bohr]], e usare gli strumenti e i modelli della [[chimica teorica]] e della [[chimica computazionale]] per spiegare i legami in molecole semplici, per poi passare a specie più complesse. I composti inorganici contengono molti elettroni, ed è quindi arduo descriverli accuratamente con i metodi della meccanica quantistica. Per affrontare queste difficoltà sono stati inventati molti approcci semiquantitativi o semiempirici, tra i quali la [[teoria degli orbitali molecolari]] e la [[teoria del campo dei leganti]]. Oltre a queste descrizioni teoriche si usano anche metodi approssimati, come la [[teoria del funzionale della densità]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I composti che si comportano in modo inspiegabile per le teorie, sia in senso qualitativo che quantitativo, sono molto importanti per l&amp;#039;avanzamento delle conoscenze. Ad esempio,&lt;br /&gt;
[[Acetato di rame(II)|Cu&amp;lt;sup&amp;gt;II&amp;lt;/sup&amp;gt;&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;(OAc)&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;(H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O)&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;]] è quasi [[diamagnetico]] al di sotto della temperatura ambiente, mentre la [[teoria del campo cristallino]] predice che la molecola abbia due elettroni spaiati. Il disaccordo tra teoria (paramagnetico) e osservazione sperimentale (diamagnetico) ha portato allo sviluppo di modelli di &amp;quot;accoppiamento magnetico&amp;quot;, che a loro volta hanno generato nuove tecnologie e nuovi materiali magnetici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Teorie qualitative ===&lt;br /&gt;
[[File:Ferricyanide-3D.png|thumb|La [[teoria del campo cristallino]] spiega perché [[Ferricianuro di potassio|[Fe&amp;lt;sup&amp;gt;III&amp;lt;/sup&amp;gt;(CN)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;3−&amp;lt;/sup&amp;gt;]] ha un solo elettrone spaiato]]&lt;br /&gt;
La chimica inorganica ha tratto grandi vantaggi dalle teorie qualitative, che sono più facili da comprendere perché richiedono poche conoscenze di chimica quantistica. La [[teoria VSEPR]] è in grado di razionalizzare e predire le strutture di molti composti dei gruppi principali; ad esempio spiega perché [[NH3|NH&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;]] è piramidale mentre [[ClF3|ClF&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;]] ha forma a T. Nei metalli di transizione la [[teoria del campo cristallino]] permette di interpretare le proprietà magnetiche di molti complessi; ad esempio [[Ferricianuro di potassio|[Fe&amp;lt;sup&amp;gt;III&amp;lt;/sup&amp;gt;(CN)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;3−&amp;lt;/sup&amp;gt;]] ha un solo elettrone spaiato, mentre [Fe&amp;lt;sup&amp;gt;III&amp;lt;/sup&amp;gt;(H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;3+&amp;lt;/sup&amp;gt; ne ha cinque.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Simmetria molecolare e teoria dei gruppi ===&lt;br /&gt;
[[File:Nitrogen-dioxide-3D-vdW.png|thumb|Il [[diossido di azoto]], NO&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;, ha [[simmetria molecolare|simmetria]] C&amp;lt;sub&amp;gt;2v&amp;lt;/sub&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
Un concetto molto utile in chimica inorganica è quello di [[simmetria molecolare]].&amp;lt;ref&amp;gt;{{en}}{{cita libro|cognome= F. A. Cotton|nome= |titolo=Chemical applications of group theory |url= https://archive.org/details/isbn_9780471510949|anno=1990 |editore=John Wiley &amp;amp; Sons |città=New York|isbn=0-471-51094-7}}&amp;lt;/ref&amp;gt; In matematica, la [[teoria dei gruppi]] fornisce il formalismo adatto a descrivere la forma delle molecole a seconda del gruppo puntuale cui appartengono. La teoria dei gruppi permette anche di semplificare i calcoli teorici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In spettroscopia, le applicazioni più comuni della teoria dei gruppi riguardano spettri vibrazionali ed elettronici, perché conoscendo le proprietà di simmetria dello stato fondamentale e degli stati eccitati di una specie chimica si può prevedere numero e intensità delle bande di assorbimento. Una applicazione comune della teoria dei gruppi è la previsione del numero di vibrazioni C–O in complessi [[Metallocarbonile|metallocarbonilici]] sostituiti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La teoria dei gruppi è anche uno strumento didattico per evidenziare somiglianze e differenze nelle proprietà di legame di specie diversissime come [[Esafluoruro di tungsteno|WF&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]] e [[Molibdeno esacarbonile|Mo(CO)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]], o [[Diossido di carbonio|CO&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;]] e [[Diossido di azoto|NO&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Termodinamica e chimica inorganica ==&lt;br /&gt;
Un differente approccio quantitativo alla chimica inorganica considera l&amp;#039;energia scambiata durante le reazioni. Questo approccio è molto tradizionale ed [[Ricerca empirica|empirico]], ma di grande utilità. [[Potenziale standard di riduzione|Potenziale redox]], [[acido|acidità]] e [[Fase (chimica)|transizioni di fase]] sono alcuni dei concetti che si possono esprimere in termini termodinamici. Un altro concetto classico della termodinamica inorganica è il [[ciclo di Born-Haber]], usato per determinare l&amp;#039;energia di processi elementari che non possono essere misurati direttamente, come l&amp;#039;[[affinità elettronica]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Meccanismi in chimica inorganica ==&lt;br /&gt;
Un altro aspetto della chimica inorganica è lo studio dei meccanismi di reazione, che vengono in genere discussi in base alle differenti categorie di composti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Elementi dei gruppi principali e lantanoidi ===&lt;br /&gt;
Nel discutere i meccanismi di composti dei gruppi principali (soprattutto 13-18) si utilizzano in genere gli approcci della chimica organica, dato che in fin dei conti anche i composti organici fanno parte dei gruppi principali. Gli elementi più pesanti di [[Carbonio|C]], [[Azoto|N]], [[Ossigeno|O]] e [[Fluoro|F]] possono formare composti con più elettroni di quanti previsti dalla [[regola dell&amp;#039;ottetto]], e per questo motivo possono avere meccanismi di reazione diversi da quelli dei composti organici. Elementi più leggeri del [[carbonio]] ([[Boro|B]], [[Berillio|Be]], [[Litio|Li]]) nonché [[Alluminio|Al]] e [[Magnesio|Mg]] formano spesso strutture elettron deficienti in qualche modo simili ai [[carbocationi]], che tendono a reagire con meccanismi associativi. La chimica dei [[lantanoidi]] rispecchia per molti aspetti quella dell&amp;#039;[[alluminio]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Complessi dei metalli di transizione ===&lt;br /&gt;
I meccanismi di reazione coinvolgenti [[metalli di transizione]] sono discussi in modi diversi da quelli degli elementi dei gruppi principali, perché la presenza degli orbitali d influenza notevolmente la loro reattività. Alcuni tipi di reazione osservabili nei complessi sono i seguenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Reazioni di sostituzione dei leganti ====&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Reazione di sostituzione dei leganti}}&lt;br /&gt;
La presenza degli orbitali d è determinante nell&amp;#039;influenzare velocità e meccanismo delle reazioni di sostituzione e di dissociazione dei leganti. &amp;lt;!--Questi argomenti sono trattati nelle voci su [[Complesso (chimica)]] e [[legante]] ndt: al momento non c&amp;#039;è scritto niente sull&amp;#039;argomento--&amp;gt; Queste reazioni possono avvenire con meccanismi associativi o dissociativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un aspetto generale della chimica dei metalli di transizione è la labilità cinetica degli ioni metallici, come si osserva nei tipici complessi [M(H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;n+&amp;lt;/sup&amp;gt; che scambiano l&amp;#039;acqua coordinata con quella del solvente:&lt;br /&gt;
:[M(H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;n+&amp;lt;/sup&amp;gt;  + 6H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O*  →  [M(H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O*)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;n+&amp;lt;/sup&amp;gt;  +  6H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O&lt;br /&gt;
: dove H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;O* denota acqua [[isotopo|isotopicamente]] arricchita, cioè H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;&amp;lt;sup&amp;gt;17&amp;lt;/sup&amp;gt;O&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le velocità di scambio dell&amp;#039;acqua variano di 20 ordini di grandezza nella tavola periodica; i lantanoidi sono i più veloci e i composti di Ir(III) sono i più lenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Reazioni redox ====&lt;br /&gt;
Le reazioni redox sono comuni per i metalli di transizione. Si possono suddividere in due classi: le reazioni di trasferimento di atomi, come le reazioni di [[addizione ossidativa]]/[[eliminazione riduttiva]], e le reazioni di [[trasferimento di elettroni]]. Una reazione fondamentale è la &amp;#039;&amp;#039;reazione di scambio&amp;#039;&amp;#039;, dove i reagenti sono uguali ai prodotti. Ad esempio gli ioni [[permanganato]] e [[manganato]] reagiscono scambiandosi un elettrone:&lt;br /&gt;
:[MnO&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;−&amp;lt;/sup&amp;gt; +  [Mn*O&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;2−&amp;lt;/sup&amp;gt;  ⇄  [MnO&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;2−&amp;lt;/sup&amp;gt; +  [Mn*O&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;−&amp;lt;/sup&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Reazioni sui leganti ====&lt;br /&gt;
I leganti coordinati reagiscono in modo diverso dai leganti liberi. Ad esempio, l&amp;#039;acidità dei leganti ammoniaca in [[Cloruro di esamminocobalto(III)|[Co(NH&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt;)&amp;lt;sub&amp;gt;6&amp;lt;/sub&amp;gt;]&amp;lt;sup&amp;gt;3+&amp;lt;/sup&amp;gt;]] è maggiore rispetto a NH&amp;lt;sub&amp;gt;3&amp;lt;/sub&amp;gt; non coordinata. Gli alcheni legati a cationi metallici reagiscono con nucleofili, mentre gli alcheni liberi di solito non lo fanno. La [[Catalizzatore|catalisi]] è un&amp;#039;area importante per l&amp;#039;industria, e si basa sulla capacità dei metalli di modificare la reattività di leganti organici. La [[catalisi omogenea]] è condotta in soluzione, e la [[catalisi eterogenea]] si ha quando substrati gassosi o disciolti reagiscono con superfici solide. Tradizionalmente, la catalisi omogenea è considerata parte della [[chimica organometallica]] mentre la catalisi eterogenea è parte della [[scienza delle superfici]], un settore della chimica dello stato solido, ma i principi basilari di chimica inorganica sono gli stessi. Alcuni composti dei metalli di transizione hanno la peculiarità di reagire con piccole molecole come [[Monossido di carbonio|CO]], [[Idrogeno|H&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;]], [[Ossigeno|O&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;]] ed [[Etilene|C&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt;H&amp;lt;sub&amp;gt;4&amp;lt;/sub&amp;gt;]]. L&amp;#039;importanza industriale di queste materie prime traina lo sviluppo della catalisi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Caratterizzazione dei composti inorganici ==&lt;br /&gt;
I composti chimici inorganici possono contenere praticamente tutti gli elementi della tavola periodica e avere proprietà diversissime, quindi la loro caratterizzazione può richiedere i metodi di analisi più disparati. I metodi più vecchi tendevano ad esaminare proprietà generali come [[punto di fusione]], [[solubilità]], [[acidità]] e [[conducibilità elettrica]] in soluzione. Successivamente, l&amp;#039;avvento della [[meccanica quantistica]] e il perfezionamento delle apparecchiature elettroniche hanno reso disponibili nuovi strumenti per studiare le proprietà elettroniche di molecole e solidi inorganici. I dati così ottenuti hanno spesso permesso di perfezionare i modelli teorici. Ad esempio, la determinazione dello [[Spettroscopia fotoelettronica ultravioletta|spettro di fotoelettroni]] del [[metano]] ha dimostrato non del tutto appropriata la descrizione della molecola in base alla [[teoria del legame di valenza]], che prevede legami a due centri e due elettroni tra carbonio e idrogeno. Risultati come questo hanno favorito la diffusione della [[teoria degli orbitali molecolari]], basta su orbitali totalmente delocalizzati, che permettono di descrivere più accuratamente cosa succede rimuovendo un elettrone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tecniche comunemente utilizzate:&lt;br /&gt;
* [[Cristallografia|Cristallografia a raggi X]], per determinare la struttura tridimensionale delle [[molecole]].&lt;br /&gt;
* [[Interferometria a doppia polarizzazione]], per determinare [[conformazione]] e variazioni di conformazione nelle molecole&lt;br /&gt;
* [[Spettroscopia|Metodi spettroscopici]] di vario tipo:&lt;br /&gt;
** [[Spettroscopia ultravioletta/visibile]] (UV/Vis), storicamente importante, dato che molti composti inorganici sono fortemente colorati&lt;br /&gt;
** [[Spettroscopia di risonanza magnetica nucleare]] (NMR); oltre a &amp;lt;sup&amp;gt;1&amp;lt;/sup&amp;gt;[[idrogeno|H]] e &amp;lt;sup&amp;gt;13&amp;lt;/sup&amp;gt;[[Carbonio|C]], molti altri nuclidi sono adatti per la spettroscopia NMR (ad es. &amp;lt;sup&amp;gt;11&amp;lt;/sup&amp;gt;[[Boro|B]], &amp;lt;sup&amp;gt;19&amp;lt;/sup&amp;gt;[[Fluoro|F]], &amp;lt;sup&amp;gt;31&amp;lt;/sup&amp;gt;[[Fosforo|P]] e &amp;lt;sup&amp;gt;195&amp;lt;/sup&amp;gt;[[Platino|Pt]]) e forniscono informazioni sulla struttura dei composti. Anche la spettroscopia NMR di sostanze paramagnetiche può fornire informazioni strutturali. L&amp;#039;analisi NMR  &amp;lt;sup&amp;gt;1&amp;lt;/sup&amp;gt;[[idrogeno|H]] è importante anche perché il nucleo dell&amp;#039;idrogeno è molto leggero ed è difficile da localizzare con la cristallografia a raggi X&lt;br /&gt;
** [[Spettroscopia infrarossa]] (IR), usata soprattutto per i [[Metallocarbonile|complessi metallocarbonilici]]&lt;br /&gt;
** [[Spettroscopia ENDOR]]&lt;br /&gt;
** [[Spettroscopia Mössbauer]]&lt;br /&gt;
** Spettroscopia di [[risonanza paramagnetica elettronica]] (EPR), permette di osservare l&amp;#039;intorno di centri metallici [[Paramagnetismo|paramagnetici]]&lt;br /&gt;
* Metodi [[Elettrochimica|elettrochimici]] come la [[ciclovoltammetria]] e tecniche simili forniscono informazioni sulle proprietà redox dei composti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Chimica inorganica sintetica ==&lt;br /&gt;
Le specie inorganiche che si possono trovare pure in natura sono poche; tutte le altre devono essere sintetizzate in impianti e laboratori chimici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I metodi di sintesi della chimica inorganica si possono classificare grossolanamente a seconda della volatilità o della solubilità dei reagenti utilizzati.&amp;lt;ref&amp;gt;{{en}}{{cita libro|cognome=G. S. Girolami, T. B. Rauchfuss, R. J. Angelici|nome= |titolo=Synthesis and technique in inorganic chemistry |url=https://archive.org/details/synthesistechniq0000giro|anno=1999 |editore=University Science Books |città=Mill Valley, CA|isbn=0-935702-48-2}}&amp;lt;/ref&amp;gt; I composti inorganici solubili si preparano con metodi analoghi a quelli della [[sintesi organica]]. Composti che reagiscono con l&amp;#039;aria richiedono tecniche tipo [[linea Schlenk]] e [[glove box]]. Composti volatili e gas sono manipolati in linee da vuoto, costituite da tubi di vetro connessi tramite valvole, entro cui si può fare un [[Vuoto (fisica)|vuoto]] di 0,1 [[Pascal (unità di misura)|Pa]] o meno; i composti vengono condensati usando [[azoto liquido]], che ha [[punto di ebollizione]] 77 K, o altri [[Liquido criogeno|liquidi criogeni]]. I solidi sono in genere preparati usando forni tubolari: i reagenti sono chiusi in contenitori, spesso fatti di silice fusa (SiO&amp;lt;sub&amp;gt;2&amp;lt;/sub&amp;gt; amorfo), ma a volte sono necessari materiali speciali come tubi saldati di tantalio e &amp;quot;navicelle&amp;quot; di platino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Aree==&lt;br /&gt;
Principali aree di interesse della chimica inorganica sono:&lt;br /&gt;
{{Div col|cols=2|small=no}}&lt;br /&gt;
* Chimica degli [[elemento (chimico)|elementi]]&lt;br /&gt;
* [[Chimica nucleare]]&lt;br /&gt;
* [[Chimica di coordinazione]]&lt;br /&gt;
* [[Metallorganica]]&lt;br /&gt;
* [[Chimica dello stato solido]]&lt;br /&gt;
* [[Elettrochimica]]&lt;br /&gt;
* [[Diffrazione dei raggi X]]&lt;br /&gt;
* [[Cristallografia]]&lt;br /&gt;
* [[Chimica bioinorganica]]&lt;br /&gt;
* [[Chimica supramolecolare]]&lt;br /&gt;
* [[Geochimica]]&lt;br /&gt;
* [[Mineralogia]]&lt;br /&gt;
* [[Astrochimica]]&lt;br /&gt;
* [[Spettroscopia molecolare]]&lt;br /&gt;
* [[Chimica teorica]]&lt;br /&gt;
* [[Metallurgia]]&lt;br /&gt;
* [[Chimica ambientale]]&lt;br /&gt;
* [[Strutturistica chimica]]&lt;br /&gt;
* [[Sintesi e tecniche speciali inorganiche]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{Div col end}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
* [[Nomenclatura chimica]]&lt;br /&gt;
* [[Nomenclatura chimica inorganica]]&lt;br /&gt;
* [[Nomenclatura IUPAC dei composti organici]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Altri progetti==&lt;br /&gt;
{{interprogetto|preposizione=sulla|wikt=chimica inorganica}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Collegamenti esterni ==&lt;br /&gt;
* {{Collegamenti esterni}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{Controllo di autorità}}&lt;br /&gt;
{{Portale|chimica}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Chimica inorganica|*]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>imported&gt;Simone Biancolilla</name></author>
	</entry>
</feed>