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	<title>Cittadella di Torino - Revision history</title>
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		<title>79.139.147.89: /* XIX secolo */</title>
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		<updated>2024-11-11T18:20:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;autocomment&quot;&gt;XIX secolo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;New page&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;{{Struttura militare&lt;br /&gt;
|Struttura = fortezza&lt;br /&gt;
|Nome = Cittadella di Torino&amp;lt;br /&amp;gt;{{pms}} Sitadela &amp;#039;d Turin&lt;br /&gt;
|Immagine = Torino-cittadella-wiki.jpg&lt;br /&gt;
|Didascalia = Antica stampa raffigurante la fortificazione pentagonale bastionata della Cittadella di Torino&lt;br /&gt;
|Stato = ITA&lt;br /&gt;
|Città = Torino&lt;br /&gt;
|LatGradi = &lt;br /&gt;
|LatPrimi = &lt;br /&gt;
|LatSecondi = &lt;br /&gt;
|LatNS = &lt;br /&gt;
|LongGradi = &lt;br /&gt;
|LongPrimi = &lt;br /&gt;
|LongSecondi = &lt;br /&gt;
|LongEW = &lt;br /&gt;
|Tipologia = [[Cittadella (fortezza)|cittadella]]&lt;br /&gt;
|Inizio costruzione = &lt;br /&gt;
|Termine costruzione = &lt;br /&gt;
|Altezza = &lt;br /&gt;
|Demolizione = &lt;br /&gt;
|Condizione attuale = &lt;br /&gt;
|Azioni di guerra = &lt;br /&gt;
|Ref = &lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
La &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;cittadella di Torino&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; (&amp;#039;&amp;#039;sitadela &amp;#039;d Turin&amp;#039;&amp;#039; in [[Lingua piemontese|piemontese]]) fu una [[fortezza]] pentagonale [[Ducato di Savoia|sabauda]] ubicata lungo l&amp;#039;antica cinta muraria [[Torino|torinese]], posta a sud-ovest rispetto al [[centro storico di Torino|centro storico]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eretta nel periodo [[1564]]-[[1570]] su disegni di [[Francesco Paciotto]] e guida dei lavori del generale [[Robilant]], fu commissionata dal duca [[Emanuele Filiberto di Savoia]], che intendeva ammodernare la difese urbane dopo lo spostamento della capitale del Ducato da [[Chambéry]] a [[Torino]]. Viene ricordata soprattutto come teatro della [[Guerra di successione spagnola]], durante i giorni dell&amp;#039;[[Assedio di Torino del 1706|assedio del 1706]] da parte dell&amp;#039;esercito franco-spagnolo del re [[Luigi XIV di Francia|Luigi XIV]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dell&amp;#039;antica fortificazione sopravvive solamente il Mastio, ossia l&amp;#039;edificio di ingresso a due piani, sede del [[Museo storico nazionale dell&amp;#039;artiglieria]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Storia==&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Storia di Torino}}&lt;br /&gt;
[[File:Torino nel 1568.png|thumb|upright=0.7|Pianta della città di Torino nel 1568 con la posizione della Cittadella.]]&lt;br /&gt;
Il sito scelto per la fortificazione fu quello fuori le mura sul lato sud occidentale dell&amp;#039;antica cinta muraria romana della città. Pochi decenni prima ([[1535]]), l&amp;#039;area era stata teatro delle esecuzioni dei protestanti [[valdismo|valdesi]] delle [[Valli valdesi|valli]]: una lapide posta a destra dell&amp;#039;ingresso del Mastio le ricorda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il progetto iniziale della fortificazione fu realizzato dall&amp;#039;architetto vicentino [[Francesco Horologi]]&amp;lt;ref&amp;gt;https://mole24.it/2020/11/24/cittadella-di-torino/&amp;lt;/ref&amp;gt;, al servizio di Francia e Venezia e per questo resosi presto indisponibile alla sua realizzazione, regalando il progetto al Duca savoiardo. Fu dopo poco ripreso e modificato dall&amp;#039;architetto urbinate [[Francesco Paciotto]], che si sarebbe più tardi reso celebre esportando (col progetto della cittadella di [[Anversa]]) nel nord Europa le [[Fortificazione alla moderna|tecniche fortificatorie italiane]] sistematizzate da architetti come [[Francesco di Giorgio Martini]] e la famiglia dei [[Antonio da Sangallo il Vecchio|Sangallo]].&amp;lt;br/&amp;gt; La posa della prima pietra avvenne nel [[1564]], ma i lavori – eseguiti da circa duemila uomini sotto la guida del generale [[Nicolis di Robilant (generale)|Nicolis di Robilant]], esperto in difese sotterranee – furono completati solo nel [[1570]]. Oltre venti furono gli [[ettaro|ettari]] di terreno destinati da principio alla costruzione, ma ben presto tale area aumentò fino a 40 ettari a causa dell&amp;#039;estendersi delle strutture difensive esterne.&amp;lt;br/&amp;gt;Il Paciotto per edificarvi la fortezza abbatté un intero quartiere e la Chiesa dei Santi Martiri&amp;lt;ref name=torricella&amp;gt;Torricella, op. cit., p.85&amp;lt;/ref&amp;gt;, che si trovavano in quella località. Una leggenda popolare afferma poi che le mura di difesa della cittadella nella loro costruzione fossero state riempite di rottami di monumenti, colonne, lapidi e statue romane ed altri preziosi tesori d&amp;#039;antichità&amp;lt;ref name=torricella /&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Struttura==&lt;br /&gt;
[[File:Cisternone di Torino.jpg|left|thumb|upright=0.7|Il Cisternone della Cittadella]]&lt;br /&gt;
Situata sul lato a sud-ovest di Torino in sostituzione del bastione San Pietro, edificato dagli occupanti francesi intorno al [[1536]], la &amp;#039;&amp;#039;Cittadella&amp;#039;&amp;#039; era strutturata a pianta pentagonale con possenti [[baluardo|bastioni]] ai vertici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Circondata da un ampio fossato privo di acqua (perché il forte drenaggio del terreno non permetteva una irrigazione) era dotata di una serie di opere difensive in grado di impedire ad un eventuale assalitore l&amp;#039;avvicinamento ai limiti della città. Al centro era situato il [[Cisternone (Torino)|Cisternone]], un pozzo a doppia rampa elicoidale per permettere un rifornimento idrico in caso di assedio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un fitto labirinto di gallerie sotterranee si estendeva al di fuori della &amp;#039;&amp;#039;Cittadella&amp;#039;&amp;#039; in corrispondenza del Bastione del soccorso in direzione della campagna. Comprendeva delle gallerie chiamate &amp;#039;&amp;#039;capitali&amp;#039;&amp;#039; che si estendevano radialmente verso l&amp;#039;esterno ed erano a loro volta distinte in &amp;#039;&amp;#039;capitali alte&amp;#039;&amp;#039; e &amp;#039;&amp;#039;capitali basse&amp;#039;&amp;#039;, sovrapposte come erano le une alle altre; una &amp;#039;&amp;#039;galleria magistrale&amp;#039;&amp;#039; riuniva le &amp;#039;&amp;#039;capitali alte&amp;#039;&amp;#039; correndo esterna al fossato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&amp;#039;altra serie di cunicoli era dato dalle &amp;#039;&amp;#039;gallerie secondarie&amp;#039;&amp;#039; che si diramavano dalle precedenti per coprire una vasta area. Infine, piccoli tratti di galleria ad altezza più contenuta venivano utilizzati per raggiungere i singoli &amp;#039;&amp;#039;fornelli&amp;#039;&amp;#039; (o &amp;#039;&amp;#039;[[Assedio#Tunnel di contromina|galleria di contromina]]&amp;#039;&amp;#039;) predisposti per lo scoppio dell&amp;#039;esplosivo. .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==L&amp;#039;Assedio del 1706 e Pietro Micca==&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Assedio di Torino|Pietro Micca}}&lt;br /&gt;
[[File:Statua Pietro Micca.JPG|thumb|Statua Pietro Micca]]&lt;br /&gt;
In occasione della [[guerra di successione spagnola]] ([[1702]]-[[1714]]), l&amp;#039;esercito sabaudo reclutò operai e scavatori allo scopo di costruire nuovi passaggi sotterranei della fortificazione. Tra questi spiccò la figura di [[Pietro Micca]], un soldato minatore del [[Provincia di Biella|biellese]]. Durante l&amp;#039;assedio, nella notte tra il 29 e il 30 agosto [[1706]] forze nemiche entrarono in una delle gallerie, cercando di sfondare i passaggi sotterranei. Pietro Micca si fece quindi eroicamente esplodere con circa 20 chili di polvere da sparo, al fine di far crollare la galleria ed impedire quindi l&amp;#039;avanzamento nemico. Nel [[1864]], in ricordo dell&amp;#039;eroe, fu posta una statua in marmo davanti ai giardinetti del Mastio, verso [[Corso Galileo Ferraris]] angolo via Cernaia, opera dello scultore Giuseppe Cassano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==XIX secolo==&lt;br /&gt;
Nella primavera del [[1799]] il Mastio ospitò per breve tempo [[papa Pio VI]], in viaggio verso la Francia dove era stato condannato all&amp;#039;esilio dalla violenza anticlericale post-rivoluzionaria&amp;lt;ref name=torricella /&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante l&amp;#039;occupazione napoleonica di [[Torino]] nel [[1800]]-[[1814]] molte mura e bastioni della città furono demoliti, ma il mastio fu risparmiato, riconoscendo la qualità dell&amp;#039;edificio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 12 marzo [[1821]] la &amp;#039;&amp;#039;Cittadella&amp;#039;&amp;#039; venne assalita da un gruppo di ufficiali [[Carboneria|carbonari]] che insorsero per scacciare gli austriaci dall&amp;#039;Italia. Quella notte [[Vittorio Emanuele I di Savoia|Vittorio Emanuele I]] abdicò in favore di [[Carlo Felice di Savoia|Carlo Felice]] che, aiutato dalle truppe austriache, disperse i rivoltosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;#039;evoluzione delle tecniche d&amp;#039;assedio nel corso dell&amp;#039;Ottocento portò all&amp;#039;obsolescenza della Cittadella, degradata a semplice caserma dei [[carabinieri]]&amp;lt;ref name= torricella /&amp;gt;, per di più fatiscente. Caduta la sua funzione difensiva, nel [[1856]] si decise la completa demolizione della fortezza ad esclusione, appunto, del solo [[mastio]] presente, che servì come prigione dello Stato sabaudo: nel [[1748]] vi morì il famoso storico napoletano [[Pietro Giannone]]&amp;lt;ref name=torricella /&amp;gt;, perseguitato dalla Chiesa e fatto perciò arrestare per volere di [[Carlo Emanuele III]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attualmente esso è adibito a [[Museo Storico Nazionale dell&amp;#039;Artiglieria]], da alcuni anni sottoposto a lavori di restauro conservativo.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Pressoché intatte sono rimaste anche quasi tutte le gallerie sotterranee, tuttora visitabili e facenti parte del retrostante &amp;#039;&amp;#039;[[Museo Civico Pietro Micca e dell&amp;#039;Assedio di Torino del 1706]]&amp;#039;&amp;#039;. Entro la zona un tempo occupata dalla Cittadella sorge la [[Chiesa di Santa Barbara (Torino)|chiesa di Santa Barbara]], che custodisce la tomba del conte [[Pietro de la Roche d&amp;#039;Allery]]&amp;lt;ref name=torricella /&amp;gt; (comandante della cittadella al tempo dell&amp;#039;assedio del 1706).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Epoca recente==&lt;br /&gt;
[[File:Museo Nazionale dell&amp;#039;Artiglieria di Torino - Insieme.jpg|thumb|Mastio della Cittadella, nel 2007]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1961]], nell&amp;#039;area verde prospiciente [[Corso Galileo Ferraris]], fu esposto all&amp;#039;aperto un grande cannone in bronzo del [[XV secolo]], detto &amp;#039;&amp;#039;Bocca da fuoco turca&amp;#039;&amp;#039;, poi ritirato all&amp;#039;interno del [[Museo storico nazionale dell&amp;#039;artiglieria]] nel [[2008]]. I giardinetti e il cannone all&amp;#039;aperto compaiono anche in alcune scene del film &amp;#039;&amp;#039;[[I giorni dell&amp;#039;abbandono (film)|I giorni dell&amp;#039;abbandono]]&amp;#039;&amp;#039;, di [[Roberto Faenza]] del [[2005]], [[Adattamento cinematografico|trasposizione cinematografica]] dell&amp;#039;omonimo romanzo di [[Elena Ferrante]] del [[2002]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante i lavori per la [[Metropolitana di Torino|metropolitana]], nel [[2001]] le gallerie furono riempite con dei sacchi di sabbia, poi rimossi al termine degli scavi, al fine di proteggerle dalle vibrazioni causate dal passaggio sotterraneo della talpa meccanica.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.metrotorino.it/domande.php Metropolitana di Torino - Domande e risposte] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20101101111740/http://www.metrotorino.it/domande.php |data=1º novembre 2010 }}&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[2007]], fu sistemata l&amp;#039;area verde retrostante con l&amp;#039;aggiunta dei giochi per bambini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[2015]] iniziò il progetto dei lavori per un parcheggio sotterraneo sotto [[Corso Galileo Ferraris]], poi momentaneamente sospeso a causa del ritrovamento di antichi reperti&amp;lt;ref&amp;gt;{{cita web |url=http://www.thelastreporter.com/cittadella-di-torino-per-ora-larte-e-salva/ |titolo=Copia archiviata |accesso=2 novembre 2017 |urlmorto=sì |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20171107013520/http://www.thelastreporter.com/cittadella-di-torino-per-ora-larte-e-salva/ }}&amp;lt;/ref&amp;gt;. Fu quindi costituito un Comitato per la conservazione del sito come polo museale permanente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Giuseppe Torricella, &amp;#039;&amp;#039;Torino e le sue vie&amp;#039;&amp;#039;, ed. Borgarelli 1868&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Voci correlate==&lt;br /&gt;
*[[Assedio di Torino del 1706]]&lt;br /&gt;
*[[Cisternone (Torino)]]&lt;br /&gt;
*[[Forte Pastiss]]&lt;br /&gt;
*[[Fortificazioni della città metropolitana di Torino]]&lt;br /&gt;
*[[Guerra di successione spagnola]]&lt;br /&gt;
*[[Pietro Micca]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altri progetti ==&lt;br /&gt;
{{interprogetto}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Collegamenti esterni ==&lt;br /&gt;
* {{cita web | url = http://www.museopietromicca.it/html/bibliografia.html | titolo = Bibliografia varia su museopietromicca.it | accesso = 9 gennaio 2014 | urlarchivio = https://web.archive.org/web/20150306050307/http://www.museopietromicca.it/html/bibliografia.html | urlmorto = sì }}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{Castelli e fortezze e opere difensive sabaude}}&lt;br /&gt;
{{portale|architettura|ingegneria|storia|Torino}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Cittadella di Torino| ]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>79.139.147.89</name></author>
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