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	<title>Della guerra - Revision history</title>
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		<title>imported&gt;Ossistyl: /* Collegamenti esterni */</title>
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		<updated>2024-12-14T20:54:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;autocomment&quot;&gt;Collegamenti esterni&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;New page&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;{{Libro&lt;br /&gt;
|tipo = &lt;br /&gt;
|titolo = Della guerra&lt;br /&gt;
|titoloorig = Vom Kriege&lt;br /&gt;
|titoloalfa = Della guerra&lt;br /&gt;
|immagine = &lt;br /&gt;
|didascalia = &lt;br /&gt;
|annoorig = 1832&lt;br /&gt;
|annoita = 1942&lt;br /&gt;
|genere = saggio&lt;br /&gt;
|sottogenere = guerra&lt;br /&gt;
|lingua = de&lt;br /&gt;
|ambientazione = &lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Della guerra&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; (in [[lingua tedesca|tedesco]]: &amp;#039;&amp;#039;Vom Kriege&amp;#039;&amp;#039;) è un&amp;#039;opera di [[Carl von Clausewitz]], composta di otto libri. Pubblicato nel [[1832]], ancor oggi considerato uno dei più grandi trattati di [[strategia militare]] mai scritti, e tuttora adottato come libro di testo da numerose [[accademia militare|accademie militari]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Clausewitz morì prima di poterlo terminare: dell&amp;#039;opera, edita postuma per opera della moglie, soltanto il primo libro è nella forma definitiva (come chiarito dall&amp;#039;autore stesso in una nota autografa) e mostra una sistematicità e una profondità di pensiero che lo rendono attuale anche a distanza di due secoli. Il resto dell&amp;#039;opera, anche se completo quanto a informazione, mostra chiaramente di essere stato scritto in via provvisoria ed è privo dell&amp;#039;acuta visione teorica che caratterizza l&amp;#039;inizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tema ==&lt;br /&gt;
Le guerre napoleoniche portano un cambiamento profondo nella teoria e nella pratica militari comuni nel XVIII secolo. Gli stati monarchici si servivano di eserciti nobiliari, in cui tutti gli ufficiali e i sottufficiali e buona parte della truppa erano cadetti, cioè figli non primogeniti di nobili, che non avevano diritto al titolo. Con la rivoluzione francese e il tentativo delle case regnanti europee di soffocare la rivoluzione e riportare la monarchia in Francia sulla punta delle spade, questi eserciti si scontrano con formazioni raccogliticce di soldati cittadini, inferiori sia per preparazione che per armamento, e mal guidate da capi impreparati. Ma subiscono comunque delle perdite: il primo a capire qual è la fatale debolezza degli eserciti monarchici nella nuova situazione è un giovane ufficiale corso, [[Napoleone Bonaparte]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La classe nobile è numericamente esigua: in un esercito nobiliare le perdite non si possono rimpiazzare facilmente. Un esercito popolare invece può essere assai numeroso e non ha difficoltà a procurarsi nuovi effettivi, grazie alle chiamate di leva. Forti di questo fatto, i francesi di Napoleone sbaragliano gli eserciti messi in campo dalle monarchie di tutta Europa con battaglie devastanti, che si trasformano in gigantesche carneficine. In questo nuovo quadro strategico, dove i vecchi parametri di forza militare non erano più validi per prevedere l&amp;#039;esito di un conflitto, si forma e si affina il genio strategico di Clausewitz, e l&amp;#039;arte della guerra passa da una serie interminabile di manovre e scaramucce qual era quella antica a scontri frontali su vasta scala che coinvolgono migliaia di soldati: la cavalleria tramonta e nascono i grandi assalti di fanteria che saranno il fulcro di tutte le guerre moderne fino alla [[prima guerra mondiale]], quando l&amp;#039;invenzione delle mitragliatrici e dei carri armati farà evolvere ulteriormente il modo di combattere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso una logica tipicamente hegeliana, per primo Clausewitz inquadra correttamente l&amp;#039;essenza della guerra come un confronto fra due volontà, annullando il confine che fino ad allora veniva tracciato fra politica e guerra e coniando il famoso detto «La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi» (&amp;#039;&amp;#039;&amp;quot;Der Krieg ist eine bloße Fortsetzung der Politik mit anderen Mitteln&amp;quot;&amp;#039;&amp;#039;). Identifica altresì i vari tipi di conflitto e caratterizza la guerra difensiva come alternanza fra attacco e attesa; mette in evidenza l&amp;#039;importanza di una [[Logistica militare|logistica]] adeguata e di linee di rifornimento protette. Sebbene ormai superato da tempo dai trattati militari moderni, i principi teorici generali del &amp;#039;&amp;#039;Della Guerra&amp;#039;&amp;#039; sono tuttora riconosciuti validi e riecheggiano i principi contenuti in altri antichi classici militari come &amp;#039;&amp;#039;[[L&amp;#039;arte della guerra]]&amp;#039;&amp;#039; di [[Sun Tzu]], &amp;#039;&amp;#039;[[Epitoma rei militaris]]&amp;#039;&amp;#039; (L&amp;#039;arte della guerra) di [[Flavio Vegezio Renato]] e &amp;#039;&amp;#039;[[Il libro dei cinque anelli]]&amp;#039;&amp;#039; di [[Miyamoto Musashi]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Edizioni italiane ==&lt;br /&gt;
* {{Cita libro|titolo=Della Guerra|traduttore=[[Ambrogio Bollati]] ed [[Emilio Canevari]]|editore=Stato Maggiore Regio Esercito, Ufficio Storico|città=Roma|anno=1942|pp=XLIV-786}} A cura di Edmondo Aroldi, Oscar Mondadori, 1970; introduzione (del 1978) di [[Carlo Jean]], Oscar Mondadori, 1997-2017.&lt;br /&gt;
* {{Cita libro|titolo=Pensieri sulla guerra|traduttore=[[Giacinto Cardona]]|editore=Sansoni|città=Firenze|anno=1943-1991}}&lt;br /&gt;
* {{Cita libro|titolo=Della guerra|traduttore=[[Gian Enrico Rusconi]]|editore=Einaudi|città=Torino|anno=2000-2007}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altri progetti ==&lt;br /&gt;
{{interprogetto|q=Carl von Clausewitz|q_preposizione=da|etichetta=&amp;#039;&amp;#039;Della guerra&amp;#039;&amp;#039;}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Collegamenti esterni ==&lt;br /&gt;
* {{Collegamenti esterni}}&lt;br /&gt;
* {{cita web|1=http://www.clausewitz.com/CWZHOME/VomKriege/VKTOC2.htm|2=Testo originale di &amp;quot;Vom Kriege&amp;quot;|lingua=de|accesso=16 novembre 2006|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20070304133609/http://www.clausewitz.com/CWZHOME/VomKriege/VKTOC2.htm|dataarchivio=4 marzo 2007|urlmorto=sì}}&lt;br /&gt;
* {{en}} [http://www.nuovarivistastorica.it/wp-content/uploads/2009/09/2009_2en_gin.pdf &amp;#039;&amp;#039;Dimenticare Clausewitz? Conflitti asimmetrici e guerre di quarta generazione &amp;#039;&amp;#039;], abstract del saggio di Emilio Gin pubblicato su [http://www.nuovarivistastorica.it/?p=869 Nuova Rivista Storica]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{Controllo di autorità}}&lt;br /&gt;
{{Portale|letteratura}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Saggi di autori tedeschi]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Opere letterarie di strategia militare]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>imported&gt;Ossistyl</name></author>
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