<?xml version="1.0"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
	<id>https://jardin.cscsp.ch/index.php?action=history&amp;feed=atom&amp;title=Disegno_industriale</id>
	<title>Disegno industriale - Revision history</title>
	<link rel="self" type="application/atom+xml" href="https://jardin.cscsp.ch/index.php?action=history&amp;feed=atom&amp;title=Disegno_industriale"/>
	<link rel="alternate" type="text/html" href="https://jardin.cscsp.ch/index.php?title=Disegno_industriale&amp;action=history"/>
	<updated>2026-04-11T20:51:43Z</updated>
	<subtitle>Revision history for this page on the wiki</subtitle>
	<generator>MediaWiki 1.44.0</generator>
	<entry>
		<id>https://jardin.cscsp.ch/index.php?title=Disegno_industriale&amp;diff=733&amp;oldid=prev</id>
		<title>imported&gt;Patroenix: Corretto il collegamento Struttura con Struttura resistente (DisamAssist)</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://jardin.cscsp.ch/index.php?title=Disegno_industriale&amp;diff=733&amp;oldid=prev"/>
		<updated>2024-10-01T16:17:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Corretto il collegamento &lt;a href=&quot;/index.php?title=Struttura&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1&quot; class=&quot;new&quot; title=&quot;Struttura (page does not exist)&quot;&gt;Struttura&lt;/a&gt; con &lt;a href=&quot;/index.php?title=Struttura_resistente&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1&quot; class=&quot;new&quot; title=&quot;Struttura resistente (page does not exist)&quot;&gt;Struttura resistente&lt;/a&gt; (&lt;a href=&quot;/index.php?title=Utente:GryffindorD/DisamAssist&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1&quot; class=&quot;new&quot; title=&quot;Utente:GryffindorD/DisamAssist (page does not exist)&quot;&gt;DisamAssist&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;New page&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;[[File:Paolo Monti - Servizio fotografico (Bolzano, 1957) - BEIC 6356404.jpg|thumb|Allestimento di L. Gargantini per la [[Fiera di Bolzano]], 1957. Foto di [[Paolo Monti]]]]&lt;br /&gt;
Il &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;disegno industriale&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; o &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;design industriale&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; (dall&amp;#039;[[Lingua inglese|inglese]] &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;industrial design&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;, pronuncia inglese [ɪnˈdʌs.tri.əl dɪˈzaɪn]&amp;lt;ref&amp;gt;[https://dictionary.cambridge.org/dictionary/english/industrial-design Cambridge dictionary], dictionary.cambridge.org.&amp;lt;/ref&amp;gt;) è l&amp;#039;uso di [[Arte|arti]] e [[scienze applicate]] al fine di migliorare [[funzionalità]] e/o [[usabilità]], [[ergonomia]], [[estetica]], [[produzione]] e commerciabilità di un [[prodotto (economia)|prodotto]]. Il ruolo del designer industriale&amp;lt;ref&amp;gt;{{Cita web|url=http://www.treccani.it//enciclopedia/disegno-industriale|titolo=disegno industriale nell&amp;#039;Enciclopedia Treccani|lingua=it-IT|accesso=2020-01-16|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190824064705/http://www.treccani.it/enciclopedia/disegno-industriale|dataarchivio=24 agosto 2019|urlmorto=sì}}&amp;lt;/ref&amp;gt; è dunque quello di sviluppare e concretizzare soluzioni per problemi di forma, utilizzabilità, ergonomia fisica, [[commercializzazione]], sviluppo della [[Marca (commercio)|marca]], e vendite.&amp;lt;ref&amp;gt;{{Cita libro |autore = Jocelyn de Noblet |titolo = Industrial Design |città = Parigi |editore = A.F.A.A. |anno = 1993 |isbn = 2-08-013539-2}}&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La [[locuzione]] anglosassone &amp;#039;&amp;#039;industrial design&amp;#039;&amp;#039;, grazie alla distinzione terminologica, propria dell&amp;#039;inglese, tra &amp;#039;&amp;#039;design&amp;#039;&amp;#039; («progetto») e &amp;#039;&amp;#039;drawing&amp;#039;&amp;#039; («disegno») potrebbe essere dunque tradotta in italiano con [[progettazione]]; tuttavia l&amp;#039;espressione &amp;quot;disegno industriale&amp;quot; è la traduzione italiana comunemente accettata e ufficialmente adottata dall&amp;#039;[[Associazione per il Disegno Industriale]] (ADI), fondata nel 1956.&amp;lt;ref&amp;gt;{{Treccani|disegno-industriale|Disegno industriale|accesso=3 luglio 2014}}&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il progettista, &amp;#039;&amp;#039;designer&amp;#039;&amp;#039; in inglese, non viene comunque detto &amp;quot;disegnatore&amp;quot; (anche per non confonderlo con la figura di chi si limita a ripassare su carta da lucido il [[disegno tecnico|disegno]] di pezzi meccanici) e si preferisce usare il termine inglese.&amp;lt;ref&amp;gt;{{Cita libro |autore = Maria Secchi Famiglietti |titolo = Uomo ambiente tecnica |città = |editore = De Agostini Scuola |anno = |isbn = 8840293809}}&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La definizione ufficiale di disegno industriale, coniata nel 2015 dalla &amp;#039;&amp;#039;World Design Organization&amp;#039;&amp;#039; (ex ICSID) in occasione della 29ª assemblea generale a [[Gwangju]] ([[Corea del Sud]]) può essere tradotta come segue: &amp;#039;&amp;#039;&amp;quot;Il disegno industriale è un processo strategico di [[Problem solving|risoluzione dei problemi]] che guida l&amp;#039;innovazione, crea il successo aziendale e porta a una migliore qualità della vita attraverso prodotti, sistemi, servizi ed esperienze innovative&amp;#039;&amp;#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
La storia della progettazione industriale è lunga quasi quanto quella della produzione industriale stessa. Esistono diverse ipotesi sulla nascita della disciplina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo R. De Fusco la progettazione industriale va fatta risalire ai caratteri mobili per la stampa, nella produzione dei quali, i principi fondamentali del prodotto industriale, ossia la standardizzazione e la serialità, trovavano impiego.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La principale la fa risalire al movimento artistico &amp;#039;&amp;#039;[[Arts and Crafts]]&amp;#039;&amp;#039;, nato in reazione alla [[rivoluzione industriale]] nell&amp;#039;[[Inghilterra]] del [[XIX secolo]], che determina lo sviluppo delle [[arti applicate]]. Il processo artistico-creativo non è fine a sé stesso, ma comincia ad essere adattato alla realizzazione di oggetti d&amp;#039;uso comune. Fondamentali sono le possibilità offerte dai nuovi sistemi di produzione e il progresso nell&amp;#039;uso dei materiali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La realizzazione degli oggetti esce così dai ristretti ambiti [[artigianato|artigianali]] ed entra nel più economico processo di produzione seriale. Questo consente di accrescere enormemente il numero di pezzi prodotti e le persone che possono averli. La produzione in serie è centrale nella storia del design, anche se non ne è l&amp;#039;unica caratteristica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri autori collocano la nascita del design come professione agli inizi del Novecento, con l&amp;#039;attività dell&amp;#039;architetto tedesco [[Peter Behrens]]. L&amp;#039;azienda [[Allgemeine Elektrizitäts-Gesellschaft|AEG]] lo incaricò di progettargli di tutto: dalle fabbriche, ai prodotti, alla comunicazione. Behrens definiva questa attività &amp;quot;riorganizzazione del visibile&amp;quot;. La definizione “industrial design” arrivò più tardi, negli anni Quaranta, coniata casualmente: a quanto pare compariva nel documento di un ufficio brevetti americano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La storia del design caratterizza tutto il [[XX secolo]]. Man mano le filosofie progettuali moderne si fondono con i principi della produzione in serie: di un oggetto si pensano contemporaneamente l&amp;#039;aspetto estetico, le funzioni d&amp;#039;uso e le caratteristiche costruttive, collegando questi aspetti in una logica tipicamente moderna e razionalistica. Il designer diventa il controllore creativo di tutto il processo, lavorando a favore di una fruizione il più possibile allargata e quindi democratica del prodotto. Fondamentale, in tal senso, il contributo fornito dalla scuola di arti applicate del [[Bauhaus]], fucina di idee-guida e promotrice di una funzione etica del designer nella società. Nel [[secondo dopoguerra]] le tendenze razionalistiche della progettazione si evolvono, e l&amp;#039;incessante aumento della capacità produttiva dell&amp;#039;industria contribuisce a diffondere l&amp;#039;idea di una progettazione che favorisce la deriva [[consumismo|consumistica]] attuale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si sono succedute ed esistono numerose scuole di design, che si differenziano per approccio, metodologia progettuale e collocazione geografica, tanto che si sente parlare spesso di design italiano, giapponese, tedesco ecc., ognuno con caratteristiche ben riconoscibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Descrizione==&lt;br /&gt;
{{F|argomento=design|data=aprile 2012}}&lt;br /&gt;
Il design industriale ha un significato ampio e tecnico: comprende anche il rapporto tra il prodotto e il suo utilizzatore e l&amp;#039;intero studio del suo processo costruttivo, l&amp;#039;intero progetto di un prodotto, compreso il suo [[ciclo di vita]]. Il design di un prodotto è quindi il risultato dell&amp;#039;analisi di tutte le caratteristiche progettuali che definiscono il prodotto stesso. Il design di un oggetto, quindi, racchiude in sé un elevato insieme di studi come l&amp;#039;[[ergonomia]], l&amp;#039;[[usabilità]], la [[pre-produzione]], l&amp;#039;[[impatto ambientale]], la [[dismissione]], i costi, la scelta dei [[materiale|materiali]] e delle loro [[Proprietà fisica|proprietà]], dei [[rivestimento|rivestimenti]], le proprietà [[meccanica (fisica)|meccaniche]] e [[Struttura resistente|struttura]]li, ecc.&lt;br /&gt;
[[File:Phonola147.jpg|thumb|upright=1.3|La [[Phonola]] 547 radio a valvole in bachelite prodotta in varie colorazioni, progettata dai fratelli [[Achille Castiglioni|Castiglioni]] [[1939]]]]&lt;br /&gt;
Il lavoro del [[designer]] - la figura professionale di questo settore - va dalla fase di ideazione di un oggetto (&amp;#039;&amp;#039;[[concept (progettazione)|concept]]&amp;#039;&amp;#039;) a quella finale di produzione, passando per tutti gli stadi intermedi: progettazione, sviluppo e [[ingegnerizzazione]]. La sua professionalità, si situa a monte del momento della produzione vera e propria, e si limita alla progettazione di un [[prototipo]], che dovrà essere realizzato successivamente in un numero determinato di pezzi, assolutamente identici l&amp;#039;uno all&amp;#039;altro. La proposta finale risulta dalla valutazione dei diversi fattori della produzione, che implicano la collaborazione di esperti di diverse zone disciplinari contigue: si allude tanto ai fattori relativi all&amp;#039;uso, fruizione e consumo individuale o sociale del prodotto (fattori funzionali, simbolici o culturali), quanto a quelli relativi alla sua produzione (fattori tecnico-economici, tecnico-costruttivi, tecnico-sistemici, tecnico-produttivi e tecnico-distributivi). Possiedono inoltre conoscenze teoriche e tecniche sulla [[comunicazione visiva]], [[multimedialità]] e [[interattività]]: competenze necessarie per progettare le [[interfaccia grafica|interfacce]] di prodotti e servizi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le iniziali controversie teoriche sul ruolo del design (sia sul versante estetico sia su quello politico-ideologico) hanno trovato una risolutiva sintesi in una efficace definizione di [[Tomás Maldonado]]: «Il design è un&amp;#039;attività progettuale che consiste nel determinare le proprietà formali degli oggetti prodotti industrialmente, per proprietà formali dovendosi intendere non solo le caratteristiche esteriori, ma soprattutto le relazioni funzionali e strutturali che fanno di un oggetto un&amp;#039;unità coerente sia dal punto di vista del produttore sia dell&amp;#039;utente. Poiché, mentre la preoccupazione esclusiva per le caratteristiche esteriori di un oggetto spesso nasconde il desiderio di farlo apparire più attraente o anche di mascherarne le debolezze costitutive, le proprietà formali di un oggetto (...) sono sempre il risultato dell&amp;#039;integrazione di diversi fattori, siano essi di tipo funzionale, culturale, tecnologico o economico».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Tutela del disegno industriale ==&lt;br /&gt;
===Diritto d&amp;#039;autore===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Diritto d&amp;#039;autore}}&lt;br /&gt;
La tutela ha tendenzialmente ad oggetto solo l&amp;#039;opera in quanto forma espressiva e non il contenuto.&lt;br /&gt;
Per il design industriale questo principio viene recuperato considerando che queste opere consistono nella progettazione della forma di prodotti industriali destinati a soddisfare i bisogni della vita pratica (autovetture, elettrodomestici, lampade ecc.) ma che si propongono anche di sintetizzare il piano estetico e quello pratico con l&amp;#039;apporto creativo del designer.&lt;br /&gt;
Quindi la tutela delle opere di design conferisce un diritto di esclusiva ai prodotti aventi determinate caratteristiche formali ma che rispondono anche a esigenze funzionali. Il decreto legislativo 95/2001 attuativo della direttiva europea 91/78/CE cita che: “le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico”. Quindi subordina il requisito del valore artistico all&amp;#039;applicazione del diritto d&amp;#039;autore rispetto agli altri casi.&amp;lt;ref name=01095dl&amp;gt;{{Cita legge italiana|tipo=decreto legge|anno=2001|mese=2|giorno=2|numero=95|titolo=Attuazione della direttiva 98/71/CE relativa alla protezione giuridica dei disegni e dei modelli|url=http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/01095dl.htm}}&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Brevetti ===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Brevetto}}&lt;br /&gt;
Le invenzioni o i modelli formano, a differenza delle creazioni intellettuali, oggetti del diritto esclusivo solo se sia stato chiesto ed ottenuto un brevetto. La protezione è quindi subordinata ad una normale dichiarazione di volontà del titolare.&lt;br /&gt;
L&amp;#039;articolo 31 del decreto legislativo 30/2005 stabilisce che i due requisiti fondamentali che deve possedere un design affinché possa costituire oggetto di registrazione, sono la sua novità ed il suo carattere individuale.&amp;lt;ref name=05030dl&amp;gt;{{Cita legge italiana|tipo=decreto legge|anno=2005|mese=2|giorno=10|numero=30|titolo=Codice della proprietà industriale, a norma dell&amp;#039;articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273|url=http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/05030dl.htm}}&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per novità si intende che nessun design identico o molto simile è stato mai divulgato o depositato o registrato alla data del deposito della domanda di registrazione del medesimo. Per carattere individuale si intende quando si ritiene che il disegno o modello possa causare ad un consumatore sufficientemente informato un&amp;#039;impressione complessiva diversa da quella prodotta da qualsiasi altro disegno o modello precedentemente portato a conoscenza del pubblico (art.33 C.P.I). Non possono costituire oggetto di registrazione come design quelle caratteristiche dell&amp;#039;aspetto che sono determinate unicamente dalla funzione tecnica del prodotto stesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Brevetto o diritto d&amp;#039;autore? ===&lt;br /&gt;
Già a partire dalla direttiva europea n. 98/71 si è proposto il tema della cumulabilità delle protezioni, affermando all’art. 17 che i modelli e disegni registrati “sono ammessi a beneficiare della legge sul diritto d’autore Vigente” in ciascuno Stato: il quale “determina l’estensione della protezione e le condizioni alle quali è connessa, compreso il grado di originalità che il disegno o modello deve possedere”. In ambito nazionale è intervenuta al recente introduzione del D.lgs 30/2005 in Italia vigeva il divieto assoluto di tutelare uno stesso modello sia con brevetto per modello che con la protezione derivante dal Diritto d&amp;#039;autore.&amp;lt;ref name=05030dl/&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il citato Decreto Legislativo modificando l&amp;#039;art. 2 della Legge sul Diritto d&amp;#039;Autore, ha di fatto eliminato il divieto di accumulo, prevedendo che siano comprese tra le opere protette “... le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico…”. Questa importante modifica è stata confermata nel nuovo codice D.lgs 10 febbraio 2005, n. 30 &amp;quot;Codice della proprietà industriale, a norma dell&amp;#039;articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273&amp;quot; dove secondo l&amp;#039;articolo 40 “se un disegno o modello possiede i requisiti di registrabilità ed al tempo stesso accresce l&amp;#039;utilità dell&amp;#039;oggetto al quale si riferisce, possono essere chiesti contemporaneamente il brevetto per modello di utilità e la registrazione per disegno o modello…”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Durata della protezione ===&lt;br /&gt;
La tutela del Diritto d&amp;#039;Autore inizia anche per le opere di industrial design nel momento stesso della loro realizzazione e nasce senza alcuna procedura ufficiale di registrazione o concessione. In termini temporali, inoltre, la validità della tutela del Diritto d&amp;#039;Autore è di 70 anni a partire dalla data della morte dell&amp;#039;autore. La tutela brevettuale per il Design [[Disegni e modelli]] prevede una durata di cinque anni a decorrere dalla data di presentazione della domanda. Il titolare può ottenere la proroga della durata per uno o più periodi di cinque anni fino ad un massimo di venticinque anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Soggetti del diritto ===&lt;br /&gt;
Il decreto legislativo 95/2001 ha inoltre introdotto nel testo della legge 633/1941 l&amp;#039;art. 12 ter, che disciplina il caso in cui un&amp;#039;opera di industrial design sia creata dal lavoratore dipendente nell&amp;#039;esercizio delle sue mansioni: in questa ipotesi i diritti di utilizzazione economica spettano ex lege al datore di lavoro, mentre il lavoratore resta titolare dei diritti morali e, in particolare, del diritto a essere indicato come l&amp;#039;autore di quella creazione.&amp;lt;ref name=01095dl/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* {{Cita libro |lingua = inglese |autore = Victor Papanek |titolo = Design for the Real World: Human Ecology and Social Change |edizione = 2 |città = |editore = Academy Chicago Publishers |anno = 2005 |isbn = 0-89733-153-2}}&lt;br /&gt;
* {{Cita libro |autore = [[Renato De Fusco]] |titolo = Storia del design |edizione = 13 |città = Bari-Roma |editore = [[Casa editrice Giuseppe Laterza &amp;amp; figli|Laterza]] |anno = 2010 |isbn = 978-88-420-6623-1}}&lt;br /&gt;
* {{Cita libro |autore = Ferdinando Bologna |titolo = Dalle arti minori all&amp;#039;industrial design. Storia di una ideologia |edizione = 2 |città = Napoli |editore = Paparo Edizioni |anno = 2009 |isbn = 978-88-87111-82-8}}&lt;br /&gt;
* {{Cita libro |autore = |curatore = Paolo Auteri |titolo = Diritto industriale. Proprietà intellettuale e concorrenza |edizione = 4 |città = Torino |editore = Giappichelli |anno = 2012 |isbn = 978-88-348-2687-4}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
{{colonne}}&lt;br /&gt;
* [[Design]]&lt;br /&gt;
* [[Design italiano]]&lt;br /&gt;
* [[Designer]]&lt;br /&gt;
* [[Progetto]]&lt;br /&gt;
* [[Advanced design]]&lt;br /&gt;
* [[Artigianato]]&lt;br /&gt;
* [[Arti visive]]&lt;br /&gt;
* [[Comunicazione]]&lt;br /&gt;
* [[Brevetto]]&lt;br /&gt;
{{Colonne spezza}}&lt;br /&gt;
* [[Ergonomia]]&lt;br /&gt;
* [[Marketing]]&lt;br /&gt;
* [[Streamlining]]&lt;br /&gt;
* [[Usabilità]]&lt;br /&gt;
* [[Premio Compasso d&amp;#039;Oro]]&lt;br /&gt;
* [[Basic design]]&lt;br /&gt;
* [[Diritto d&amp;#039;autore]]&lt;br /&gt;
* [[Blur design]]&lt;br /&gt;
{{Colonne fine}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altri progetti ==&lt;br /&gt;
{{interprogetto}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Collegamenti esterni ==&lt;br /&gt;
* {{Collegamenti esterni}}&lt;br /&gt;
* UIBM – [http://www.uibm.gov.it/ Ufficio Italiano Brevetti e Marchi] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20110716050826/http://www.uibm.gov.it/ |date=16 luglio 2011 }}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{scienze applicate}}&lt;br /&gt;
{{Controllo di autorità}}&lt;br /&gt;
{{Portale|Design}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Disegno industriale| ]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>imported&gt;Patroenix</name></author>
	</entry>
</feed>