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	<title>Fauna italiana - Revision history</title>
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		<title>2.39.162.147: /* Voci correlate */</title>
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		<updated>2025-07-23T14:47:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;autocomment&quot;&gt;Voci correlate&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;New page&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;{{F|natura|luglio 2011}}&lt;br /&gt;
[[File:Decollo - panoramio.jpg|thumb|[[Fenicotteri]] sul delta del [[Po]]]]&lt;br /&gt;
La &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;fauna italiana&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; è l&amp;#039;insieme delle [[specie]] [[animalia|animali]] viventi allo stato selvatico all&amp;#039;interno del [[Italia|territorio italiano]]. In base ai dati forniti dall{{&amp;#039;}}&amp;#039;&amp;#039;Annuario Dati Ambientali ISPRA&amp;#039;&amp;#039;&amp;lt;ref name=&amp;quot;ISPRA&amp;quot;&amp;gt;{{Cita web|url=https://annuario.isprambiente.it/sites/default/files/pdf/2018/versione-integrale/08_Biosfera.pdf|titolo=Annuario Dati Ambientali ISPRA 2018}}&amp;lt;/ref&amp;gt; (aggiornato al 2018), la fauna italiana comprende circa {{formatnum:58022}} specie – includendo anche {{formatnum:1812}} specie di [[protozoi]], che, per la vicinanza [[Filogenesi|filogenetica]] al regno animale, vengono considerati parte integrante della fauna –, in tutto equivalente a più di un terzo dell&amp;#039;intera fauna europea&amp;lt;ref name=&amp;quot;Checklist&amp;quot;&amp;gt;{{cita web|url=http://www.faunaitalia.it/checklist/introduction.html|titolo=Checklist of the Italian Fauna}}&amp;lt;/ref&amp;gt;, portando così l&amp;#039;Italia al primo posto in Europa per biodiversità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gruppo più rappresentato è quello degli invertebrati ({{formatnum:54952}} specie, quasi il 95%), costituito essenzialmente dal &amp;#039;&amp;#039;phylum&amp;#039;&amp;#039; degli [[Arthropoda|artropodi]] ({{formatnum:46403}} specie, circa l&amp;#039;80% della fauna italiana), dominato a sua volta dalla classe degli [[Insecta|insetti]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I [[vertebrati]] costituiscono invece solo il 2,2% ({{formatnum:1258}} specie), con: 127 specie di [[Mammalia|mammiferi]], 473 di [[Aves|uccelli]], 52 di [[Reptilia|rettili]], 38 di [[Amphibia|anfibi]] e 568 di [[Pesci (biologia)|pesci]]&amp;lt;ref name=ISPRA/&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La checklist delle specie della fauna d&amp;#039;Italia include {{formatnum:4777}} specie animali endemiche, che equivalgono all&amp;#039;8,6% del totale&amp;lt;ref name=Checklist/&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le ragioni della biodiversità ==&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Biodiversità in Italia}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;#039;[[Italia]] presenta il maggiore livello di [[biodiversità]] in [[Europa]], con oltre {{formatnum:58000}} specie segnalate: si tratta di più di un terzo dell&amp;#039;intera fauna europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo è dovuto principalmente a:&lt;br /&gt;
* Posizione geografica: l&amp;#039;Italia è uno dei paesi più meridionali d&amp;#039;Europa, ed è circondata dal mare su tre lati. Presenta {{formatnum:8000}} chilometri di coste e la sua posizione al centro del [[mar Mediterraneo]] la rende un corridoio tra l&amp;#039;[[Europa centrale]], il [[Europa meridionale|sud Europa]] e il [[Nordafrica]]. Le specie presenti sul territorio italiano, inoltre, provengono anche dai [[Penisola balcanica|Balcani]], dall&amp;#039;[[Eurasia]] e dal [[Medio Oriente]]. L&amp;#039;avifauna italiana risente positivamente anche della vicinanza con l&amp;#039;Africa, mentre la penisola e le isole (anche attraverso il ponte Corsica-Sardegna) sono un punto di passaggio fondamentale per gli uccelli migratori, che in alcuni casi possono diventare stanziali, come, per esempio, i fenicotteri.&lt;br /&gt;
* Variegata struttura geologica del territorio.&lt;br /&gt;
* Presenza di alte catene montuose, soprattutto le [[Alpi]] e gli [[Appennini]].&lt;br /&gt;
* Diversità di clima e di habitat: un arco alpino molto ampio al Nord con ambienti glaciali e foreste di conifere, boschi e fiumi al centro, [[gariga]] e [[macchia mediterranea]] al Sud.&lt;br /&gt;
* Notevole diversità di specie botaniche (9 000 specie: almeno la metà del totale europeo, di cui numerose però introdotte dall&amp;#039;uomo sin da epoche protostoriche, come [[Olea europaea|ulivo]], [[Cupressus sempervirens|cipresso]], [[Pinus pinaster|pino marittimo]], [[Pinus halepensis|pino d&amp;#039;Aleppo]], [[Castanea sativa|castagno]], [[Vitis vinifera|vite]], ecc.).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;#039;86% della fauna italiana è terrestre e il 14% acquatico. Gli insetti rappresentano circa i due terzi dell&amp;#039;intera fauna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Va rimarcato, poi, che l&amp;#039;Italia risente della presenza umana, che ha determinato sia l&amp;#039;estinzione di alcune specie in epoca storica o tardo-preistorica ([[Bos taurus primigenius|uro]], [[Bison bonasus|bisonte]], [[Panthera spelaea|leone euroasiatico]], [[Prolagus sardus|prolago sardo]], ecc.; talvolta, con estinzioni locali e poi ritorni da aree vicine, come nei casi della [[Lynx lynx|lince]] e dello [[Canis aureus|sciacallo]]) sia l&amp;#039;introduzione di specie animali e vegetali, dapprima da tutto il bacino euro-mediterraneo e dall&amp;#039;Oriente (già in epoca classica romana e preromana, come la [[Cyprinus carpio|carpa]], il coniglio selvatico iberico, il [[Dama dama|daino]], ecc.; molto maggiore fu il carico di specie vegetali naturalizzate) e, poi, nell&amp;#039;età moderna e nel Novecento, da tutto il mondo. In molti casi, le specie introdotte si sono adattate senza creare eccessivi disturbi agli animali nativi (come i [[Phasianus colchicus|fagiani]] e gli altri uccelli da cacciagione introdotti nel Cinquecento) o con danni minimi (ad esempio, il [[Lepomis gibbosus|persico sole]]), altre, invece, si sono rivelate invasive e dannose per la fauna autoctona, che tendono a sostituire (come lo [[Sciurus carolinensis|scoiattolo grigio americano]] a danno dello [[Sciurus vulgaris|scoiattolo rosso]] e il [[Procambarus clarkii|gambero della Louisiana]] ai danni del [[Austropotamobius pallipes|gambero di fiume]]). Inoltre, buona parte delle specie selvatiche italiane, soprattutto quelle di mammiferi di taglia medio-grande, devono la loro sopravvivenza ed esistenza all&amp;#039;intervento dell&amp;#039;uomo avvenuto nel corso del tempo, in particolare all&amp;#039;attività venatoria medievale, che contribuì a selezionare, incrociare, diffondere o ridurre la presenza di alcuni animali. L&amp;#039;estinzione di alcune specie preistoriche, come il cavallo selvatico (&amp;#039;&amp;#039;[[Equus ferus]]&amp;#039;&amp;#039;) e l&amp;#039;asino selvatico (&amp;#039;&amp;#039;[[Equus hydruntinus]]&amp;#039;&amp;#039;), sono state localmente rimpiazzate dal rinselvatichimento di cavalli (talvolta, anche in areali in cui le specie selvatiche non esistevano, come i cavalli di Giara) e di asini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Ecoregioni ==&lt;br /&gt;
La maggior parte del territorio italiano è compreso nel [[bacino del Mediterraneo]]. Importanti ecoregioni terrestri includono: la [[tundra]] e la [[Taiga|foresta di conifere]] sulle [[Alpi]], la [[Caducifoglio|foresta decidua]] illirica, le foreste semi-decidue e a [[Sclerofilla|sclerofille]] italiane, le [[Foresta temperata|foreste miste]] dell&amp;#039;[[Appennino meridionale]], le [[Macchia mediterranea|foreste a sclerofille]] e miste [[Mar Tirreno|tirreniche]] e [[Mare Adriatico|adriatiche]], le foreste decidue [[appennini]]che, le foreste miste dinariche e le foreste miste del bacino del [[Po]]. Ci sono inoltre molti sistemi di [[Grotta|grotte]], importanti per la biodiversità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Vertebrati==&lt;br /&gt;
===Mammiferi===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Mammiferi in Italia}}La fauna è costituita soprattutto da animali tipici delle montagne, delle pianure e della macchia mediterranea. Animali diffusi ovunque in Italia sono i [[Mustelidae|mustelidi]]: la [[Mustela nivalis|donnola]], il [[Meles meles|tasso]], l&amp;#039;[[Mustela erminea|ermellino]] (solo sull&amp;#039;[[Alpi|Arco Alpino]]), la [[Martes foina|faina]], la [[Mustela putorius|puzzola]] e la [[Martes martes|martora]]; discorso diverso va fatto per la [[Lutra lutra|lontra]]: essa è stata sterminata in gran parte del paese ed è, oggi, presente stabilmente in [[Basilicata]], [[Calabria]], [[Campania]] e [[Puglia]], ma sta tornando a ripopolare anche i corsi d&amp;#039;acqua dell&amp;#039;[[Abruzzo]] e del [[Molise]]. I [[Felidae|felidi]] sono rappresentati dal [[Felis silvestris silvestris|gatto selvatico europeo]], presente stabilmente nell&amp;#039;area centro-meridionale e con avvistamenti sporadici al nord, e dalla [[Lynx lynx|lince eurasiatica]]: essa era un tempo presente in tutta la penisola, ma col tempo venne sterminata ovunque; oggi sta tornando a ripopolare le [[Alpi Orientali|Alpi orientali]] grazie alle popolazioni [[austria]]che e [[Slovenia|slovene]]. Inoltre, sembra stia tornando ad abitare le foreste appenniniche, con avvistamenti certificati che finora si sono verificati solo nel Parco Nazionale d&amp;#039;Abruzzo, Lazio e Molise. [[Canidae|I canidi]] in Italia sono abbastanza diffusi: la [[Vulpes vulpes|volpe rossa]], ad esempio, è molto comune in Italia; il [[Canis lupus|lupo]], invece, venne quasi sterminato, ma a partire dal 1970 i pochi esemplari rimasti sono tornati a colonizzare le montagne e, da allora, l&amp;#039;Appennino presenta popolazioni di lupo stabili anche grazie alla presenza dei vari parchi nazionali. L&amp;#039;animale sta però tornando a popolare anche le [[Alpi italiane]]; il suo isolamento, nel corso dei millenni, ha portato alla genesi di una sottospecie a sé stante, endemica della penisola italiana, il [[Canis lupus italicus|lupo appenninico]]. L&amp;#039;altro canide presente in Italia è lo [[Canis aureus|sciacallo dorato]], animale non autoctono, tipico dell&amp;#039;area balcanica, che negli ultimi anni si è spinto in Italia dalla vicina [[Slovenia]] e che sta gradualmente espandendo il suo areale verso sud. Si crede che l&amp;#039;[[Ursus arctos|orso bruno]] fosse un tempo diffuso su tutta la penisola, ma oggi ne sopravvivono pochi esemplari: una buona popolazione che si sposta dal [[Trentino-Alto Adige]] alle altre aree del nord grazie a progetti europei di reintroduzione e una popolazione isolata in Abruzzo dell&amp;#039;[[Ursus arctos marsicanus|orso marsicano]], sottospecie a sé stante dell&amp;#039;orso bruno ed autoctona dell&amp;#039;Italia centro-meridionale, in forte rischio di estinzione. Tra gli [[ungulati]] sono diffusi: il [[Cervus elaphus|cervo nobile]], il [[Capreolus capreolus|capriolo]], presente anche con una sottospecie endemica, il &amp;#039;&amp;#039;capriolo italico&amp;#039;&amp;#039;, tipica della [[Toscana]], ma è stato introdotto in altre aree, come il [[parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]], il [[Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga|parco nazionale del Gran Sasso]], il [[Gargano]], la [[Tenuta presidenziale di Castelporziano|tenuta di Castelporziano]] e in [[Calabria]], il [[Dama dama|daino]], il [[Rupicapra rupicapra|camoscio alpino]], il [[Ovis musimon|muflone]] (in varie zone delle Alpi, degli Appennini e in [[Sardegna]]), lo [[Capra ibex|stambecco delle Alpi]] e il [[Rupicapra pyrenaica ornata|camoscio appenninico]] nel [[parco nazionale d&amp;#039;Abruzzo, Lazio e Molise]]. Sono diffusissimi i [[Sus scrofa|cinghiali]]. Alcune specie hanno recentemente passato i confini italiani entrando in Italia, un esempio è quello della [[Genetta genetta|genetta]], animale africano presente anche in [[Spagna]] e [[Francia]], ed è proprio da quest&amp;#039;ultimo paese che la genetta è arrivata in Italia per la prima volta, col primo avvistamento avvenuto nel 2008 nel [[Parco naturale regionale delle Alpi Liguri|parco naturale regionale delle Alpi liguri]]; un altro animale che ha seguito il metodo della genetta è il [[Castor fiber|castoro europeo]], che si estinse in Italia nel [[XVII secolo|Seicento]] a causa della caccia indiscriminata per fabbricare pellicce e cappelli.&lt;br /&gt;
A novembre 2018 c&amp;#039;è stato il primo avvistamento di castoro sul suolo italiano dopo più di 400 anni, nel comune di [[Tarvisio]], in [[Friuli-Venezia Giulia]]; si pensa che il castoro abbia raggiunto nuovamente l&amp;#039;Italia dalla vicina popolazione austriaca. Inoltre, sono presenti moltissimi animali tipici dei [[Bosco|boschi]] e delle montagne, come molte sottospecie di [[Lepus europaeus|lepre]], la [[talpa romana]], la [[Marmota marmota|marmotta]], lo [[Sciurus vulgaris|scoiattolo europeo]], l&amp;#039;[[Hystrix cristata|istrice]], il [[Erinaceus europaeus|riccio europeo]], il [[Muscardinus avellanarius|moscardino]], il [[Eliomys quercinus|topo quercino]], il [[Glis glis|ghiro]] e l&amp;#039;[[arvicola]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Lynx lynx2.jpg|thumb|Esemplare di [[Lince eurasiatica]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Monachus monachus DSC 0384.jpg|thumb|[[Foca monaca mediterranea]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Specie alloctone ===&lt;br /&gt;
A parte lo [[Canis aureus|sciacallo dorato]] e la [[Genetta genetta|genetta comune]], che hanno raggiunto il nostro paese naturalmente, ci sono molti altri animali che sono stati introdotti in Italia dall&amp;#039;uomo per svariate ragioni, che possono variare dalla caccia all&amp;#039;industria delle pellicce. Caso particolare è quello del [[Procyon lotor|procione]], liberato dall&amp;#039;esercito statunitense nella Francia settentrionale nel 1966: da allora, l&amp;#039;animale ha iniziato a guadagnare sempre più terreno arrivando fino in Italia settentrionale, dove, ad oggi, sono in atto progetti di bonifica volti ad eliminare alcune popolazioni. La [[Myocastor coypus|nutria]] e il [[Neovison vison|visone americano]] furono invece importati come animali da pelliccia; successivamente alcuni esemplari fuggirono e formarono branchi in giro per l&amp;#039;Italia. La nutria, ad esempio, è considerata uno degli animali più invasivi al mondo e dal nord è arrivata fino alla [[Sicilia (isola)|Sicilia]]; similmente, si sono formati branchi di visoni in giro per il paese, alcuni dei quali autonomi anche dal punto di vista riproduttivo. L&amp;#039;[[Ammotragus lervia|ammotrago]] è stato introdotto in Italia, come è successo anche negli [[Stati Uniti d&amp;#039;America|Stati Uniti]] ed in [[Messico]], per ragioni venatorie, mentre animali come il [[Tamias sibiricus|tamia siberiano,]] lo [[Sciurus carolinensis|scoiattolo grigio]], lo [[scoiattolo di Pallas]] e lo [[Callosciurus finlaysonii|scoiattolo di Finalyson]] furono introdotti come animali da compagnia oppure nei parchi cittadini, sfuggendo poi al controllo umano e determinando una forte competizione con lo scoiattolo autoctono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Uccelli===&lt;br /&gt;
{{Vedi anche|Uccelli nidificanti in Italia}}&lt;br /&gt;
[[File:Alcedo atthis 3 (Lukasz Lukasik).jpg|thumb|Coppia di [[Alcedo atthis]]]]&lt;br /&gt;
[[File:Egyptian Vulture.JPG|thumb|[[Capovaccaio|Avvoltoio capovaccaio]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Migrazione degli uccelli ====&lt;br /&gt;
L&amp;#039;Italia è un&amp;#039;importante rotta [[Migrazione|migratoria]] verso le regioni [[Deserto del Sahara|sahariane]], in quanto costituisce un ponte naturale tra l&amp;#039;Europa continentale e l&amp;#039;Africa attraverso il Mediterraneo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli uccelli migratori con un basso carico alare come la [[Ciconia ciconia|cicogna]], il [[Pernis apivorus|falco pecchiaiolo]], il [[Milvus migrans|nibbio bruno]], il [[Circus aeruginosus|falco di palude]], il [[gheppio]] e il [[Falco subbuteo|lodolaio eurasiatico]] dipendono dalle termiche e dalle correnti ascensionali per attraversare il Mediterraneo in primavera. Anche se la maggior parte di questi uccelli entrano in Europa attraverso il [[Bosforo]] o lo [[stretto di Gibilterra]], molti partono da [[Capo Bon]] in Tunisia ed entrano in Europa passando per le [[Isole Eolie]] e lo [[stretto di Messina]] verso la [[Calabria]]. Molti di questi uccelli nidificano in Europa centrale e settentrionale. In autunno gli uccelli ritornano in Africa passando sulla stessa rotta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rettili===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Rettili in Italia}}&lt;br /&gt;
[[File:Lacerta viridis - couple 01.JPG|thumb|Coppia di [[Lacerta viridis]]]]&lt;br /&gt;
[[File: BennyTrapp Chamaeleo chamaeleon Samos Griechenland.jpg|thumb|Esemplare di [[Camaleonte|Camaleonte mediterraneo]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Anfibi===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Anfibi in Italia}}&lt;br /&gt;
[[File:Salamandra salamandra 001.JPG|thumb|[[Salamandra pezzata]]]]&lt;br /&gt;
[[File:BennyTrapp Hyla intermedia Italien.jpg|thumb|[[Raganella italiana]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Pesci===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Pesci in Italia}}&lt;br /&gt;
[[File:Sparisoma cretense 2.jpg|thumb|[[Sparisoma cretense]]]]&lt;br /&gt;
[[File:Thalassoma pavo male.jpg|thumb|Esemplare maschio di [[Thalassoma pavo]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Invertebrati ==&lt;br /&gt;
[[File:Euscorpius italicus adult male Croatia.jpg|thumb|[[Scorpione italiano|Euscorpius Italicus]]]]&lt;br /&gt;
[[File: Bacillus rossius Livorno.jpg|thumb|[[Bacillus rossius|Insetto stecco mediterraneo]]]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fauna italiana include 56 213 specie di invertebrati che rappresentano il 97,8% sulla ricchezza totale delle specie (i vertebrati sono il 2,2%). Di questi, 37 303 specie (circa il 65%) sono insetti. La ricchezza della biodiversità italiana è una delle più alte per uno Stato europeo. Per quanto riguarda gli insetti (i più conosciuti negli altri paesi e quindi adatti a un confronto), la ricchezza di biodiversità è la più alta in assoluto (Minelli A., 1996). Nell&amp;#039;Italia settentrionale (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Valle d&amp;#039;Aosta, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna) sono presenti 33 414 specie di invertebrati. L&amp;#039;Italia peninsulare (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata) vanta 24 297 specie. Questo potrebbe indicare un gradiente faunistico, ma per l&amp;#039;Italia meridionale sono disponibili dati meno completi e i [[biotopo|biotopi]] sono assai differenti (Stoch F., 2004).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fauna marina ==&lt;br /&gt;
[[File:Paramuricea clavata.JPG|thumb|Reef con &amp;#039;&amp;#039;Paramuricea clavata&amp;#039;&amp;#039;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tipi di habitat caratteristici delle zone costiere italiane sono la [[biocenosi]] di [[Cystoseira]] e le praterie di [[Posidonia oceanica]]. Le comunità di [[Lithophyllum lichenoides]] formano reef coralligeni notevoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Lo stretto di Messina ===&lt;br /&gt;
Il [[mar Tirreno]] e il [[mar Ionio]] si incontrano nello [[stretto di Messina]] generando delle potenti correnti e delle forti turbolenze, aggravate dei bruschi cambi di conformazione del fondale in vicinanza della città di Messina. Di conseguenza molte specie solitamente rare nel Mediterraneo si possono trovare in gran numero nei pressi dello stretto. È piuttosto comune trovare in superficie specie tipiche delle acque più profonde e viceversa, o specie di mare aperto vicino alla spiaggia. L&amp;#039;acqua in risalita trascina le specie dal fondale verso la superficie fino a farle talvolta arenare sulla spiaggia. Reso famoso nel diciannovesimo secolo dagli zoologi [[Nikolaj Miklucho-Maklaj]] e [[Anton Dohrn]], lo stretto presenta una straordinaria abbondanza di comunità [[plancton]]iche, [[Benthos|bentoniche]] e [[Dominio pelagico|pelagiche]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Migrazione lessepsiana ===&lt;br /&gt;
Dall&amp;#039;apertura del [[canale di Suez]] nel 1869 alcune specie invasive originarie del Mar Rosso sono diventate una componente non indifferente dell&amp;#039;ecosistema mediterraneo, avendo un impatto significativo sull&amp;#039;ecologia del Mediterraneo poiché minacciano molte [[specie locali]] ed endemiche. Circa 300 specie native del Mar Rosso sono state identificate nel Mediterraneo, ma probabilmente ce ne sono altre da scoprire. Questo fenomeno è chiamato [[migrazione lessepsiana]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Tropicalizzazione e meridionalizzazione del Mediterraneo ===&lt;br /&gt;
{{vedi anche|Tropicalizzazione del Mediterraneo|Meridionalizzazione del Mediterraneo}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Specie aliene e introdotte ==&lt;br /&gt;
[[File:Myiopsitta monachus -Florida -two in tree-8.jpg|thumb|left|Due [[Myiopsitta monachus|parrocchetti monaco]]. Questa specie è ormai ambientata nei parchi urbani]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fauna italiana è ricca di specie [[Specie aliena|aliene]]&amp;lt;ref&amp;gt;{{cita web|url=http://www2.units.it/lontra/invasive/|titolo=Specie aliene invasive in Italia|accesso=29 luglio 2011|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130507140045/http://www2.units.it/lontra/invasive/|dataarchivio=7 maggio 2013|urlmorto=sì}}&amp;lt;/ref&amp;gt; e naturalizzate. Alcune di esse risalgono ai tempi dell&amp;#039;[[Impero romano]], come probabilmente il [[daino]] e forse la [[Cyprinus carpio|carpa comune]]&amp;lt;ref&amp;gt;{{Cita web|url=https://rivistanatura.com/specie-aliene-naturalizzate/|titolo=Specie aliene naturalizzate|autore=Giovanni G. Bellani|accesso=3 dicembre 2024}}&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Fauna del Pleistocene ==&lt;br /&gt;
[[File:Mammuthus meridionalis Montevarchi 06.jpg|thumb|&amp;#039;&amp;#039;Mammuthus meridionalis&amp;#039;&amp;#039; al Museo paleontologico di Montevarchi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I grandi mammiferi italiani del [[Pleistocene]] provenivano principalmente dalle zone più fredde dell&amp;#039;Europa settentrionale. Specie tipiche sono&amp;lt;ref&amp;gt;{{cita testo|titolo=Tra i ghiacci di Lombardia. Fauna e megafauna del Pleistocene tra le Alpi e il Po |editore= Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio”|anno= 2023|città= Milano|url= https://www.sba.unimi.it/files/bsterra/il-pleistocene-def.pdf|accesso= 3 dicembre 2024}}&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;{{Cita web|url=https://paleocarta.museopaleontologicomontevarchi.it/hippopotamus-antiquus-pb/#:~:text=E&amp;#039;%20possibile%20che%20l&amp;#039;ippopotamo,a%20circa%20500.000%20anni%20fa.|titolo=Hippopotamus antiquus – ippopotamo antico|accesso=3 dicembre 2024}}&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
* [[Ursus spelaeus|Orso delle caverne]]&lt;br /&gt;
* [[Panthera leo spelaea|Leone delle caverne]]&lt;br /&gt;
* [[Hippopotamus antiquus|Ippopotamo europeo]]&lt;br /&gt;
* [[Homo neanderthalensis|Uomo di Neanderthal]]&lt;br /&gt;
* [[Mammuthus primigenius|Mammut lanoso]]&lt;br /&gt;
* [[Mammuthus meridionalis|Mammut meridionale]]&lt;br /&gt;
* [[Palaeoloxodon antiquus]]&lt;br /&gt;
* [[Coelodonta antiquitatis|Rinoceronte lanoso]]&lt;br /&gt;
* [[Megaloceros giganteus|Megalocero]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Elefanti nani ===&lt;br /&gt;
Gli [[Elefante nano|elefanti nani]] del Pleistocene si sono evoluti a seguito di un processo di [[nanismo insulare]] in Sardegna:&lt;br /&gt;
* [[Mammuthus lamarmorae]]&lt;br /&gt;
* [[Palaeoloxodon antiquus]]&lt;br /&gt;
* [[Palaeoloxodon melitensis]]&lt;br /&gt;
e in Sicilia e a Malta&lt;br /&gt;
* [[Palaeoloxodon antiquus leonardii]]&lt;br /&gt;
* [[Palaeoloxodon mnaidriensis]]&lt;br /&gt;
* [[Palaeoloxodon falconeri]]&lt;br /&gt;
Altri animali del Pleistocene ritrovati in queste isole sono:&lt;br /&gt;
* [[Cynotherium sardous]]&lt;br /&gt;
* [[Hippopotamus pentlandi]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Conservazione ==&lt;br /&gt;
[[File:ZooSignRome(1).jpg|thumb|BiodiversItalia al Bioparco di Roma]]&lt;br /&gt;
L&amp;#039;Italia ha 20 parchi nazionali e 130 parchi regionali. Inoltre sono state istituite delle riserve nazionali (circa 150 zone protette da leggi dello stato), riserve regionali (un totale di 270 aree protette da leggi regionali) e 16 riserve marine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* {{cita pubblicazione |autore = M. Dobson |anno = 1998 |titolo = Mammal distributions in the western Mediterranean: the role of human intervention |url = https://archive.org/details/sim_mammal-review_1998-06_28_2/page/77 |rivista = Mammal Review |volume = 28 |numero = 2 |pp = 77-78 |lingua = en }}&lt;br /&gt;
* {{cita libro |autore = Alessandro Minelli |titolo = La fauna in Italia |editore = Toruing Editore e Ministero dell&amp;#039;Ambiente e della Tutela del Territorio | città = Roma |anno = 2002}}&lt;br /&gt;
* {{cita pubblicazione |autore = A. Minelli |anno = 1996 |titolo = La checklist delle specie della fauna italiana. Un bilancio del progetto |rivista = Bollettino del Museo Civico di Storia naturale di Verona |volume = 20 |pp = 249-261 }}&lt;br /&gt;
* {{cita libro |autore = F. Bernini, G. Doria, E. Razzetti, R. Sindaco |titolo = Atlante degli Anfibi e dei Rettili d&amp;#039;Italia |editore = Polistampa |anno = 2006}}&lt;br /&gt;
* {{cita pubblicazione |autore = D. Logozzo, E. Bassi, L. Cocchi |anno = 2004 |titolo = Crossing the sea en route to Africa: autumn migration of some Accipitriformes over two central Mediterranean Islands |rivista = Ring |volume = 26 |numero = 2 |pp = 71-78 |lingua = en }}&lt;br /&gt;
* {{cita pubblicazione |autore = F. Stoche |anno = 2000 |titolo = How many endemic species? Species richness assessment and conservation priorities in Italy |rivista = Belgian Journal of Entomology |volume = 2 |pp = 125-133 |lingua = en }}&lt;br /&gt;
* {{cita pubblicazione |autore = F. Stoche |anno = 2004 |titolo = Banche dati e distribuzione della fauna italiana: gli invertebrati |rivista = Quaderni di Conservazione della Natura |volume = 18 |pp = 21-36 }}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Voci correlate ==&lt;br /&gt;
*[[Geografia dell&amp;#039;Italia]]&lt;br /&gt;
*[[Fauna della Sardegna]]&lt;br /&gt;
*[[Rettili in Italia]]&lt;br /&gt;
*[[Anfibi in Italia]]&lt;br /&gt;
*[[Farfalle e falene endemiche dell&amp;#039;Italia]]&lt;br /&gt;
*[[Flora italiana]]&lt;br /&gt;
*[[Specie animali endemiche dell&amp;#039;Italia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Musei di zoologia ===&lt;br /&gt;
I musei che contengono importanti collezioni della fauna italiana e che hanno gallerie pubbliche dedicate alla fauna sono:&lt;br /&gt;
* Il [[Museo di storia naturale (Trieste)|Museo di storia naturale di Trieste]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo di storia naturale sezione di zoologia La Specola|Museo della Specola di Firenze]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo di storia naturale (Ferrara)|Museo di storia naturale di Ferrara]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo di storia naturale Giacomo Doria|Museo di storia naturale di Genova]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo civico di storia naturale (Milano)|Museo di storia naturale di Milano]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo di storia naturale di Pavia]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo civico di zoologia di Roma]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo civico di Rovereto]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo di scienze naturali (Bergamo)|Museo di scienze naturali di Bergamo]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo di storia naturale (Firenze)|Museo di storia naturale di Firenze]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo regionale di scienze naturali (Torino)|Museo regionale di scienze naturali di Torino]]&lt;br /&gt;
* Il [[Certosa di Pisa#Museo di storia naturale e del territorio dell.27Universit.C3.A0 di Pisa|Museo di storia naturale di Pisa]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo tridentino di scienze naturali|Museo tridentino di scienze naturali di Trento]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo di Zoologia di Napoli]]&lt;br /&gt;
* Il [[Museo paleontologico di Montevarchi]]&lt;br /&gt;
* Il Museo di Storia Naturale di Verona&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Associazioni zoologiche italiane ===&lt;br /&gt;
* [[Lega Italiana Protezione Uccelli]]&lt;br /&gt;
* [[Unione zoologica italiana]]&lt;br /&gt;
* [[Accademia nazionale italiana di entomologia]]&lt;br /&gt;
* [[Società entomologica italiana]]&lt;br /&gt;
* [[Societas Herpetologica Italica|Societas Herpetologica italica]]&lt;br /&gt;
* [[Associazione primatologica italiana]]&lt;br /&gt;
* [[Associazione teriologica italiana]]&lt;br /&gt;
* [[Società italiana per lo studio e la conservazione delle libellule]] - ODONATA.IT&lt;br /&gt;
* [[Centro studi cetacei]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Altri progetti ==&lt;br /&gt;
{{interprogetto}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Collegamenti esterni ==&lt;br /&gt;
* {{cita web|http://www.faunaitalia.it/|FaunaItalia}}&lt;br /&gt;
* {{cita web | 1 = http://www.faunaeur.org/about_fauna_intro.php | 2 = Faune Europaea | accesso = 29 luglio 2011 | dataarchivio = 23 aprile 2008 | urlarchivio = https://web.archive.org/web/20080423033012/http://www.faunaeur.org/about_fauna_intro.php | urlmorto = sì }}&lt;br /&gt;
* {{en}}[https://web.archive.org/web/20100210071224/http://www.wild-wonders.com/galleries.asp Wild wonders of Europe] - Galleria di immagini&lt;br /&gt;
* {{cita web|1=http://www.biodiversityhotspots.org/xp/Hotspots/mediterranean/Pages/default.aspx|2=Biodiversity Hotspots|lingua=en|accesso=29 luglio 2011|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100109005523/http://www.biodiversityhotspots.org/xp/Hotspots/mediterranean/Pages/default.aspx|dataarchivio=9 gennaio 2010|urlmorto=sì}}&lt;br /&gt;
* {{en}}[http://fishbase.org/Country/CountryChecklist.php?c_code=380&amp;amp;vhabitat=all2&amp;amp;csub_code= Fishbase] - Pesci d&amp;#039;Italia&lt;br /&gt;
* {{cita web|http://lntreasures.com/italy.html|Living National Treasures - Italy|lingua=en}}&lt;br /&gt;
* {{cita web|http://www.european-marine-life.org/index.php|European marine life|lingua=en}}&lt;br /&gt;
* {{cita web|http://www.ebnitalia.it/index.asp|EBN Italia - Il birdwatching italiano}}&lt;br /&gt;
* [http://www.mondomarino.net/ Mondomarino] - Galleria fotografica&lt;br /&gt;
* {{cita web|http://www.pro-natura.it/index.php|Federazione Nazionale Pro Natura}}&lt;br /&gt;
* {{cita web|http://www.conchigliedelmediterraneo.it/index.php|Conchiglie del Mediterraneo}}&lt;br /&gt;
*[http://www.faunaitalia.it/checklist/ www.faunaitalia.it] - Checklist delle specie appartenenti alla fauna italiana.&lt;br /&gt;
*{{cita web|url=http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=2083|titolo=Ministero dell&amp;#039;Ambiente: Guida alla fauna di interesse comunitario|accesso=21 dicembre 2007|dataarchivio=2 marzo 2008|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20080302133146/http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=2083|urlmorto=sì}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{Portale|animali|biologia|Italia}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Liste di biologia]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Fauna europea| ]]&lt;br /&gt;
[[Categoria:Liste relative all&amp;#039;Italia]]&lt;/div&gt;</summary>
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